Qualche domanda sui quartieri a luci rosse di Roma

Da aprile, pare, ci sarà il primo #quartierealucirosse a Roma.

La nota positiva è che questa scelta del #Comune di #Roma costringerà tutti a parlare del fenomeno.
Il punto è con quali premesse si sta facendo questa scelta.

Se si parte dal decoro (occhio non vede, cuore non duole) allora Roma avrà creato un ghetto del sesso, dove rinchiudere chi per legge può vendere e comprare corpi.

Se si parte dalla dignità delle donne, forse, avrà i suoi effetti positivi, ma le domande sono:

– come riconosci le donne sfruttate e le donne non sfruttate?

– saranno controllate e pattugliate tutte le zone fuori dall’Eur?

– sarà consentito anche il libero accesso agli operatori che tentano i togliere le donne dalla strada (parlo del privato sociale)? O diverranno un elemento di disturbo all’ordine pubblico (ovvero ai clienti?)?

– siete sicuri di riuscire a fermare anche le forme più subdole di costrizione alla prostituzione?

– Immaginando che io sia uno schiavista del nuovo millennio, cosa mi impedisce di sfruttare in loco, portando le donne lì e prendendomi la mia percentuale privata?

– Sarà controllato l’accesso alla zona con le telecamere o ciò andrà a violare la privacy dei clienti?

– Avete il numero preciso delle #prostitute a Roma? Avete idea che potrebbe diventare troppo piccolo l’Eur stesso per il numero di prostitute presenti in tutta Roma?

– Saranno fatte multe ai clienti fuori dalla zona rossa, ma saranno aperte anche indagini sui papponi che hanno portato le prostitute lì?

– Se è consentito prostituirsi, esso diventa a tutti gli effetti una attività commerciale: le prostitute pagheranno per stare lì o chiunque potrà andare?

- Come saranno decisi i “lotti”? Perché a Roma abbiamo la prostituzione femminile, gay e trans. Funziona “a chi prima arriva meglio alloggia” o ci saranno strade ad hoc? E ancora, dato che vengono da tutto il mondo, avremo strade per colombiane, rumene, italiane ecc o facciamo zone multietniche?

– Si dovrà fare domanda per prostituirsi lì (alias controllo della tratta) o basta parcheggiare e scendere sul marciapiede?

– Avete pensato ai luoghi appositi dove i clienti potranno parcheggiare e usufruire della prestazione? Avete ipotizzato una zona di totale privacy? E come la controllate dai guardoni? Con i carabinieri? Perché un cliente che si ritrova controllato dai carabinieri mentre tromba, potrebbe preferire altre zone, a costo di pagare una multa.

In attesa di risposte.

GGB

Alessandra Prospero racconta Alina a L’Aquila

Caro Visitatore,

come saprai, venerdì 12 dicembre 2014 sono stato a L’Aquila, per presentare Alina, autobiografia di una schiava.

Alessandra Prospero, che ringrazio, sul sito Deliri Progressivi, ha voluto raccontare l’evento con uno splendido articolo.

Clicca qui per leggerlo.

Buona lettura!

GGB

Oggi a Radiovortice, doppia intervista: Lo Scopatore di anime & Alina, autobiografia di una schiava

Caro Visitatore,

questa seconda puntata della terza edizione di Crisalide già esce dall’ordinario. E non potrebbe essere diversamente se l’ospite è Pablo T.

Ci siamo inventati una doppia intervista, dove per la prima volta intervisterò e sarò intervistato dall’ospite. Viceversa, l’ospite sarà sia intervistato che intervistatore.

E questi saranno i libri presentati oggi:

copLo scopatore di anime, di Pablo T:  Rendié è un artista squattrinato. Non il solito artista di strada, stereotipato, conforme allo stile che si è scelto e pronto a riempirsi la bocca di poesia. Rendié è diverso: diverso dal mondo, diverso tra gli altri, diverso da tutti e da tutto ciò che lo circonda. Rendié rifiuta la compagnia della società, dei colleghi di lavoro, del coinquilino sordo e ingombrante, della padrona di casa invadente. Ma Rendié non è un misantropo: vuole solo circondarsi di persone vere, di quelle che “ti lasciano un vuoto incolmabile” e “non ti lasciano solo colmo di vuoto”, come AL il clochard o Nadine la “puttana matta”. Tra un bicchiere di whisky e una Camel, Rendié si innamora di Regina, anima affine alla sua con la quale però non è in grado di aprirsi. Sarà il suo ultimo atto di ripudio e strafottenza nei confronti del sistema e dell’umanità a far sì che un’insperata felicità si apra, inattesa, al suo cuore. Lo scopatore di anime è un nuovo manifesto in controtendenza, una sorta di laboratorio. Una spremuta di paure, incoscienze, canti profetici, follia, amore, ribellione. Una fata Morgana visibile solo ai vostri cuori. Un piccolo scandalo che vi farà riflettere.

 

 

cover-Alina-2Alina, autobiografia di una schiava, di Giovanni Garufi Bozza:  Mi chiamo Alina, ho diciassette anni e sono una prostituta. Sono nata a Praga, ma le catene di questa schiavitù mi tengono prigioniera a Roma. Questa è la mia storia, un racconto dove una farfalla, simbolo di libertà, diventa uno stemma di schiavitù, dove l’eroina non è la protagonista, ma uno strumento di sottomissione. Tra le violenze, gli stupri e gli inganni, tra le mura di un lager nascosto e di un CIE legalizzato, ti narrerò come una donna può essere trasformata in un oggetto per soddisfare le voluttà del dio denaro. Attraverso il mio desiderio di libertà e la mia lotta per restare donna, ti svelerò che nel terzo millennio le schiavitù non sono ancora terminate. Ti donerò i miei occhi, le mie lacrime e la mia voce, come ho fatto con l’autore di questo romanzo, per rivelarti ciò che è sotto il tuo sguardo e che non puoi vedere, una visione nuova per uscire da un copione fatto di sguardi distolti e catene negate.

Buon ascolto!

GGB

Marino e Alemanno: con le schiave non si parla di decoro, ma di dignità e libertà.

Recente la proposta del sindaco di zonizzare la prostituzione.

«Purtroppo non è una decisione del sindaco – ha detto – ma sarei favorevole a che ci siano zone dove è consentita e zone dove non lo è». «Questo dilagare della prostituzione non solo arreca un danno al decoro della città – aggiunge – ma crea situazioni di disagio gravissimo ad alcuni quartieri».

Una proposta, dunque, che lascia il tempo che trova, non rientrando nelle competenze del sindaco.

È una modalità che risolverebbe il problema?

Probabilmente no.

Di sicuro c’è un forte passo avanti rispetto alle ordinanze di Alemanna memoria, che andavano a multare le prostitute  (oltre che i clienti) per offesa al pubblico decoro, laddove l’unico decoro offeso era la dignità delle schiave di strada. L’effetto era stato quello di spostare la prostituzione in periferia, in zone meno sicure.

Ma rendere alcune zone a luci rosse e altre a luci spente, risolve il problema principale di schiacciare una volta per tutte la schiavizzazione delle donne? È qui che ruota il problema.

E alla base della proposta c’è l’errore comune, tra il vecchio e nuovo sindaco, tra l’uomo nero e l’uomo rosso, di considerare la prostituzione un problema di decoro e non di dignità e libertà personale.

E al sindaco Marino, ringraziandolo per non aver confermato l’inutile ordinanza del precedessore, vorrei rivolgere queste domande:

Che beneficio porta alla schiava avere un posto adatto in cui battere?

Come vengono scelti i luoghi deputati alla prostituzione? Cosa distingue un quartiere adatto da uno non adatto?

Come si evita che il pappone sfrutti la schiava?

La proposta potrebbe pure andare bene, ma non dovrebbe essere (almeno) conseguenza di una legge nazionale che legalizzi la prostituzione?

E, ancora, una legge di legalizzazione, è realmente efficace, se non è accompagnata dall’investimento in prevenzione nelle scuole e nei centri di aggregazioni, che curi la socioaffettività, la relazionalità, e che porti a non considerare più l’altro come semplice oggetto di piacere?

Intanto, lascio qui di seguito le conseguenze delle ordinanze dell’ex sindaco Alemanno, tratte da Alina, autobiografia di una schiava.

Non ripetiamo lo stesso errore.

cover-Alina-2‹‹ Guarda Alina, guarda che meravigliosa notizia! ››

Mi sventolò il foglio davanti agli occhi. Era un giornale italiano, probabilmente; mi sforzai di guardare quelle piccole lettere senza senso che mi sfilavano davanti. Girai il mio sguardo verso Dia, ammettendo imbarazzata:

‹‹ Mi dispiace… l’italiano non lo so leggere…››

‹‹ No? Ma lo parli così bene!›› esclamò Dia, amareggiata.

‹‹ Mi hanno insegnato a parlarlo… ma non so né leggerlo né scriverlo…››

Dia aveva invece imparato in poco tempo. Diceva che saper leggere e scrivere era una dote unicamente umana. E se volevamo ribellarci, se volevamo aspirare alla libertà, era inutile provare a scappare, dovevamo iniziare dalla base a ricostruire la nostra dignità di esseri umani. Imparare a leggere e a scrivere la lingua di quel Paese, oltre che a parlarla, era il primo passo. E dentro di me pensavo che avesse ragione, anche se non mi ero mai sforzata di capire quelle scritte che vedevo intorno a me.

Dia aveva venticinque anni. Non sapeva perché la sua famiglia avesse fatto quella folle scelta di venderla, ma la sua socievolezza la rendeva per noi una sorta di leader. Naturalmente questa sua voglia di libertà e di dignità le avevano creato non pochi problemi con Marco, che comunque a poco a poco era riuscito a piegarla, solo con le buone maniere. In fondo, Dia aveva un carattere molto fragile.

‹‹ Accidenti Alina. Volevo che mi dicessi se avevo capito bene questo articolo. Nessuna delle altre sa leggere l’italiano…››

‹‹ Cosa dice? ››

‹‹ L’ho trovato nella macchina di un cliente e me lo sono fatta regalare. Dice che il Sindaco di Roma ha emanato un decreto contro la prostituzione.››

‹‹ E quindi? ››

‹‹ Le prostitute saranno multate se scoperte a battere sui marciapiedi della città, così come i clienti che si fermeranno. Ci saranno controlli a tappeto e telecamere ovunque! Almeno così ho letto…››

‹‹ E qual è la buona notizia? ›› chiesi titubante.

‹‹ Non capisci, Alina? Se faranno controlli continui e ci multeranno, per Marco diventeremo più una spesa che un guadagno! Non saremo più costrette ad andare sui marciapiedi.››

Ci fu un urlo di gioia da parte di tutte. Le voci si accalcavano una sopra l’altra:

‹‹ Ci lasceranno libere!››

‹‹ Ci faranno tornare a casa!››

O ci ammazzeranno, pensai con un brivido lungo la schiena, allontanandomi dalla calca.

(…)

‹‹ Avete visto?! ››

‹‹ Ora ci dirà che siamo libere! ››

‹‹ Si torna a casa! ››

(Marco) alzò poi la mano col suo sorriso strafottente e il brusio cessò immediatamente.

‹‹ Dovete sapere che l’Italia è un bel Paese. Fondamentalmente ci sono delle cose che sono e restano intoccabili, come la prostituzione. Esiste un detto qui: fatta la legge, trovato l’inganno. Il decreto non mira ad abbattere la prostituzione, almeno non realmente. Difatti controllano e multano voi e i vostri clienti senza andare a cercare chi c’è dietro di voi. In pratica c’è l’idea che voi, con i vostri corpicini belli in mostra, da offrire ai clienti, offendiate la morale pubblica. Come si dice, però, se l’occhio non vede il cuore non duole.››

Rimase il silenzio, freddo, glaciale, da parte di tutte noi.

‹‹ Basterà che usciate con normalissimi vestiti eleganti e vi mettiate alle fermate degli autobus per evitare multe e controlli. All’apparenza sembrerete normali ragazze che aspettano i mezzi notturni. E nessuno può fermare e controllare una ragazza che sta ferma per strada, se ben vestita: dovrebbero controllare tutta Roma! I clienti vi riconosceranno benissimo, così come i cittadini e la polizia. Ma nessuno potrà dirvi nulla perché, così facendo, non violerete nessuna morale, almeno in apparenza. Naturalmente molto dipenderà dal vostro comportamento: evitate moine esagerate per far avvicinare clienti. Sta a voi rendere come prima, cambiando atteggiamento. La prima che mi porta una multa, o meno soldi, o si fa beccare a parlare con la polizia, la scorticherò viva con le mie mani!››

 

***

 

Quella sera tornai sul marciapiede a vendere il mio corpo. L’unica differenza era nel mio vestiario. Non uscivo più mezza nuda, ma con i pantaloni e la maglietta aderente. Mi diedero perfino un giacchetto da mettere.

Passarono le volanti della polizia, rallentando nel vedermi, ma andarono oltre. Passarono i clienti e si fermarono a caricarmi sulle loro macchine. Tutto rimase come prima, coperto da un velo di ipocrita moralità, in modo che nessuno si offendesse nel vedere le prostitute battere. La vera prostituzione, quella che ci aveva reso schiave, nessuno la combatté.

 

‹‹ Sai cosa si dice dell’Italia, Alina? Che sia un Paese pieno di brava gente. Spero che un giorno tu possa vedere le sue meraviglie.››

‹‹ Ci andremo insieme, nonna!››

GGB

Con Alina in Costiera Amalfitana

download (1)Caro Visitatore,

ma quanto è bella la Costiera Amalfitana? Un Paradiso che si affaccia sul mare.

Sono arrivato il 26 giugno, invitato da Alfonso Bottone, gestore della rassegna In costiera amalfitana giunta alla sua ottava edizione.

Da quando ho messo piede a Salerno, dopo essere partito da Roma col nubifragio, le soddisfazioni si sono sommate alle soddisfazioni.

Prima di tutto avevo una macchina riservata per giungere a Minori, dove era il mio albergo. Pasquale, l’autista, mi ha descritto tutti paesi che via via superavamo per arrivare alla meta, un albergo vista mare, Palazzo Vingius. Quando mi sono affacciato dal mio balcone, ho cominciato a chiedermi se non avessero sbagliato autore… erano proprio per me la macchina, l’albergo, e tutta quella meraviglia di cui potevo riempirmi gli occhi solo guardando dalla finestra?

Mah, contenti loro…stra contento io! In attesa dell’orario di inizio della presentazione, giù per Minori, caffè, spiaggia, mare,  e tante foto!

Poi ritorno in albergo, doccia ed ecco il mio passaggio per la prossima meta: in motorino, con il nipote di Alfonso Bottone a farmi da Cicerone, tra le bellezze di Amalfi e della costiera ho raggiunto Conca dei Marini.

Fortunatamente il tempo ha retto, ma il vento non ha permesso di tenere la presentazione sul sagrato della Chiesa  San Giovanni Battista (Sant’Antonio). Soluzione? Farla dentro la Chiesa.

downloadPresentava insieme a me lo psicologo Carlo De La Ville Sur Ilion, e non farti ingannare dal cognome, è napoletano DOC, dirigente dell’ASL Napoli 3 SUD e autore di Caro Adamo, saggio dedicato all’emancipazione femminile.

Pensa che connessioni: due uomini, psicologi, a parlare dell’emancipazione femminile, della schiavitù delle strade, del tentativo storico e attuale dell’uomo, per dirla alla Wolf, non di prevaricare sulla donna, ma di dimostrare di non essere inferiore.

A presentarmi la giornalista Patrizia Reso, che fino all’ultimo non mi ha detto nulla sulla lettura del romanzo. Quasi quasi temevo di non aver riscosso il suo apprezzamento. Ma le sue domande e i suoi complimenti, durante la presentazione, mi hanno fatto cambiare idea.

Abbiamo commosso la platea, abbiamo posto la giusta luce su una problematica, quelle delle schiave di strada, che è presente in tutte le città italiane. Patrizia Reso mi ha consegnato un articolo che svela quali famiglie camorristiche napoletane si sono spartite le strade del capoluogo napoletano. E Roma non è da meno.

DSCI0147Risultato della serata? Dibattito di livello, tutte le copie esaurite, autografi, e complimenti da parte del sindaco di Conca dei Marini. Devo ringraziare Lud Hoei, del Manifesto, che gentilmente è venuta ad assistere alla presentazione, per tutte le foto che mi sono state fatte.

E la serata si è conclusa a mezzanotte davanti a un eccellente piatto di spaghetti con le vongole. :D

E’ stato un vero successo. Quasi mi piangeva il cuore a lasciare questa perle mediterranea.

Ma il viaggio di Alina, autobiografia di una schiava ha da continuare. ;)

Qui di seguito, il video della mia esperienza in costiera.

GGB

Tre presentazioni in una settimana per Alina

cover-Alina-2Caro Visitatore,

Sono reduce da tre presentazioni interessanti per il mio secondo romanzo Alina, autobiografia di una schiava. La prima a Latina, il due giugno, in occasione dell’undicesima edizione della Fiera dei Libri da scoprire.

Alla fine del post troverai il video con le foto. La cosa bella è stato il dibattito e una domanda di una signora:

“Perché si parla delle schiave e nessuno scrive mai dei clienti, la causa vera della prostituzione?”

La mia risposta:

“Posso darle una risposta come la darebbe la Wolf, che a suo tempo sosteneva che se mai le donne avessero iniziato a scrivere, avrebbero scritto comunque di altre donne, l’animale più discusso dell’universo, essendo gli uomini banali. E chi va a prostitute, senza avere handicap o limiti che non gli consentono di vivere una normale sessualità, è talmente banale, che veramente non troverei nulla da dire in merito. Forse è un mio limite, forse è la loro totale scontatezza che non mi porta un interesse per loro. Poi discorso a parte possiamo fare per chi non ha modo di viversi la sessualità e, viceversa, per chi sceglie il meretricio per lavoro o passione. Esiste pur sempre il libero arbitrio.”

Seconda presentazione pochi giorni dopo, grazie all’associazione Tertulia’s che ha organizzato un incontro in cui ogni autore emergente poteva leggere uno stralcio del suo romanzo. Ha letto per me Diana Iaconetti, attrice, impressionando letteralmente la sala.

Terza e ultima presentazione a Spazio Ebbro, in occasione della serata intitolata Palco Oscenico: musica, esposizione d’arte e presentazione dei miei romanzi, grazie al gruppo Gli Artefici, che hanno scritto una canzone dedicata al mio primo romanzo, Selvaggia, i chiaroscuri di personalità. E’ salita poi sul palco Ilaria Nicciana, interpretando Selvaggia che, tra un delirio e l’altro, presentava Alina.

Gran belle serate, prossima tappa: Salerno. Stay Tuned!

GGB

Ti racconto di Alina a Torino, con un video

Caro Visitatore,

sono reduce da una presentazione in una piovosa quanto accogliente Torino, che mi ha permesso di portare al Nord il mio romanzo, Alina, autobiografia di una schiava, e di incontrare finalmente di persona alcuni lettori e amici conosciuti in rete.

Anche questa volta, un video per te, alcuni momenti della presentazione. L’audio deficita un po’, data la distanza di chi mi riprendeva, ma se lo alzi al massimo, dovrebbe sentirsi. ;)

 

Ecco come ho presentato Alina, sulle note di De Andrè

Caro Visitatore,

oggi voglio far parlare le immagini della presentazione, scrivendo pochissimo, come ho fatto il 10 aprile, nel debutto di Alina, autobiografia di una schiava. Ho fatto parlare lei, attraverso la voce di Diana Iaconetti. Ho lasciato che gli altri ne parlassero, come Lucandrea Massaro, giornalista, che ha presentato la serata e il Consigliere Comunale Giulia Tempesta, che gentilmente è venuta a dare il suo contributo politico

Io mi sono ritagliato uno spazio di pochi minuti. Perché questo è il senso del romanzo: è Alina che parla, io le ho solo prestato le mani per scrivere la sua storia e le sue emozioni. E non è facile stare nei panni di una giovane donna vittima di tratta e di costrizione alla prostituzione.

Ma sento, per ora, di aver raggiunto il risultato. Dopo la presentazione, c’è chi anche durante la cena ha voluto parlarne, con me o con gli altri presenti, in una sala gremita di gente (e ringrazio l’associazione Chiaraidea per la sua ospitalità nella splendida location di Circo Massimo).

E ora, voglio condividere le immagini della serata con te, sulle note di un grande, che di prostituzione ha parlato molto, e con una poesia eccezionale. :)

GGB

La croce delle giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenze

Caro Visitatore,

qualche giorno fa, si è tenuta a Roma una via crucis, organizzata dalla comunità Papa Giovanni XXIII, di solidarietà e preghiera in favore delle giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenza.

La comunità si è spesa molto in questi anni per salvare dal marciapiede e dalla violenza giovani donne, che sembravano ormai avere il loro destino segnato da percosse, schiavitù, umiliazione.

Potevo mancare, io che ho scritto un libro che spero apra gli occhi sulla prostituzione?

Se non ci fosse la domanda,  scrive Don Benzi, non ci sarebbe l’offerta. Se gli italiani non chiedessero prestazioni sessuali a pagamento, non ci sarebbe la tratta delle donne che vengono schiavizzate e forzate, da criminali singoli o associati, a dare le prestazioni sessuali richieste.

La prostituzione è un tema che riguarda tutti noi, e non basta rifiutarsi di pagare una giovane sul marciapiede. Serve qualcosa di più, serve un impegno alla legalità e alla solidarietà. Serve non voltare lo sguardo.

E l’altro giorno, in molti sembriamo averlo capito, riempiendo le strade romane con la preghiera. Lo hanno capito i cittadini e le cittadine di Roma (quanta gente che conoscevo ho incontrato!), lo hanno capito rappresentanti del mondo politico (ministri del governo e assessori della Capitale), lo hanno capito le donne del mondo della magistratura, del giornalismo, dello spettacolo, che si sono addossate simbolicamente la croce portata dalle schiave di strada.

Forse qualcosa sta cambiando, forse non voltiamo più lo sguardo. E, forse, finalmente sta diventando una tematica che coinvolge e vede fianco a fianco uomini e donne, istituzioni e cittadini, Chiesa e movimenti sociali. 

Vedi, io sono convinto che anche questa sia politica, nel reale senso della parola: il pensare alla polis, al bene comune, che coinvolge anche l’emarginato, l’ultimo, le vittime della schiavitù, nella misura in cui, i problemi degli altri sono uguali ai miei, sortirne da soli è avarizia, sortirne insieme è politica (Don Milani).

Come puoi vedere dalla foto a destra, io sono stato lì a pregare e a dare il mio sostegno e solidarietà (sono il punto nero a sinistra, che guarda la croce passare).

E voglio riportare qui sotto la testimonianza delle vittime di schiavitù, che nel leggerla mi ha ricordato Alina, autobiografia di una schiava, mi ha ricordato le tante testimonianze ascoltate prima di scrivere il romanzo. C’è una similarità disarmante nelle storie narrate, nelle emozioni vissute, nello squallore che l’uomo sa provocare. Una similarità che coinvolge donne diverse, con la loro intimità ed emotività personale, con la loro unicità. Donne diverse, una storia molto simile: non è il risultato di un tentativo di annullare l’umanità di una donna, di abbrutirla fino a renderla un oggetto di strada, con un destino e una funzione unica?

 

Per trenta denari sono stata venduta… ingannata dalle persone a me più vicine… sono stata comprata e consegnata ai miei aguzzini, mi hanno tradita e abbandonata nelle mani dei briganti. Sono ormai prigioniera della loro sete di guadagno e di potere… ormai più nessuno mi verrà a salvare!

prostituzioneCondannata sulla strada dell’ingiustizia, maltrattata dai protettori, dai magnaccia e dai clienti. Per tanti giorni, mesi, anni… umiliata e percossa senza potermi difendere. Nessuno mi ha compresa… io sono rimasta la prostituta da colpire… giudicare e condannare senza essere compresa.

Rinnegata sempre da chiunque. Ormai più nessuno mi conosce specialmente dopo essere stata usata. Nessuno deve più preoccuparsi per me e del mio destino… io sono per questa società “un nessuno”… Cambiare nome ogni notte, raccontare qualsiasi menzogna o addirittura chiedere aiuto… non cambierà mai nulla… Sono respinta e rinnegata come un rifiuto… senza speranza.

Sono stremata e sfinita… basta… basta… qualcuno mi aiuti, datemi qualcosa almeno per pulire il mio sudicio volto… sputata e disprezzata, trattata come un animale, giorno e notte oltraggiata e violentata… qualcuno abbia pietà di me… almeno tu, donna, sorella, madre… io ti appartengo… tu potresti comprendermi… vieni in mio aiuto. 

Nella strada del dolore e della ripetuta violenza penso a mia mamma e alle mie sorelle… se sapessero dove mi trovo e se immaginassero in quale disgrazia sono capitata. Loto, le persone a me più care, quelle per ci mi sono allontanata per cercare un lavoro al fine di poterli aiutare e risollevare, se solo potessi riabbracciare e piangere con loro… 

Dio mio! Dio mio! Perché mi hai abbandonata? Dio mio! Dio mio! Perché abbandoni tutte noi su queste strade infernali? Liberaci da questa morte, fai qualcosa. Fate qualcosa, tutti, per noi.

Noi non possiamo più restare sedute di fronte a una tomba vuota. Nel sepolcro non c’è vita, nel vendersi e comprare un corpo vuoto, c’è solo abisso e dolore. Forse… quel prete incontrato l’altra sera mi potrà veramente aiutare. Mi ah detto che Dio è amore, e che Lui prima o poi ascolta le nostre preghiere. Mi voglio fidare, è un vecchio sacerdote… con un grande sorriso.

GGB