8 marzo 2017

coltivare-mimosa#riflessioni

Tra “Giornata internazionale della donna” e “festa della donna” corre un abisso, che non è solo semantico.

E’ l’abisso che divide una società che vuole cambiare, che mira alla parità, da una civiltà che vuole restare uguale a se stessa, con le sue disparità.

Nel primo caso si pensa a questa giornata guardando a ciò che si è fatto nei 364 giorni precedenti, e si volge il pensiero ai 364 successivi, in termini di parità dei diritti e dei doveri, perché ognuno di noi dà e può ancora dare il suo contributo, ogni giorno, in ogni luogo. Nel secondo caso si fa una festa del tubero.

Il che, nel 2017, è anche abbastanza umiliante.

 GGB

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Giornata internazionale della donna 2013

Festa delle donne 2013

Festeggiare le donne oggi?

Beh, sapendo che l’ho fatto per gli ultimi 365 giorni (il 2012 era bisestile) e che lo farò per i prossimi 364… un giorno in più non costa nulla ;)

Auguri, e l’augurio più grande è che:

non ci siano più dimissioni in bianco, che la maternità diventi una risorsa per questo Paese e non un problema, che si lavori a prevenire ogni giorno la violenza sulle donne, per strada o peggio ancora tra le mura domestiche, che si raggiunga finalmente la tanto agognata parità di diritti e di doveri nei fatti e non solo sulla carta, che l’essere donna non sia la discriminante per far parte di categorie protette dentro partiti, movimenti e listini (quote rosa) ma si lasci alle donne il giusto spazio e le giuste opportunità per raggiungere ogni obiettivo che si prefiggono…

Perché la democrazia, quella vera, è un sostantivo femminile, singolare.