La mia recensione a “Scimmie e Angeli”, di Lorenzo Ghimenti

537618_128103440682747_1612279414_n-225x300Caro Visitatore,

oggi ti presento un romanzo letto qualche tempo fa, di un giovane autore romano, che mi ha davvero colpito. Sto aspettando l’uscita del suo secondo libro, che non vedo l’ora di leggere, essendo il proseguo.

Dove poi trovare il libro?

Puoi trovarlo a questo link.

Chi è l’autore?

Puoi scoprire tutto su Lorenzo e sul suo testo, attraverso questa intervista.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=nhf9vsQhoGE&w=560&h=315]

La mia recensione:

Un romanzo giovane, fresco, vitale, che descrive la Roma di oggi. Una storia che coinvolge il lettore, facendolo entrare nelle sfumature profonde dei personaggi.

Lorenzo Ghimenti studia all’accademia di belle arti e il romanzo lo dimostra: quelle che crea, nella cornice della Roma bene, è una vera e propria sfumatura di colori, tratteggiati con arte e perizia per descrivere le personalità dei protagonisti e la loro bellezza, interna ed esterna.

Abbiamo Daniele, tanto bello esteriormente, quanto bullo e ignorante interiormente. Lo splendore adonico esterno, sfuma in un nero interiore, che denota la sua brutalità, la sua rabbia, la sua ignoranza. Non è una persona cattiva, Daniele, è solo convinto che il mondo possa essere conquistato, utilizzando solo il corpo come arma, alla stregua degli animali.

Al polo opposto Lorenzo gioca con le sfumature di colori per creare Alfredo. La bellezza qui è tutta interiore: il ragazzo ama la poesia, la musica, l’arte, il pianoforte. Alfredo sembra quasi un personaggio settecentesco costretto a vivere in un epoca non sua. Lorenzo rende scure le sfumature nel tratteggiare la fisicità di questo ragazzo: è goffo, impacciato, e piuttosto bruttarello.

Bellezza interiore ed esteriore a confronto. Ognuno soffre per una mancanza (cultura o fisicità), ognuno si aggrappa alle sue risorse (corpo o mente), per affrontare la difficile vita dei giovani adulti.

E in mezzo Flaminia, personaggio su cui Lorenzo sembra portare un trionfo di colori, facendola risplendere come una Beatrice dantesca.

Tre personaggi in cerca della loro strada, del loro cammino di crescita, battendo vie diverse.

Un vero e proprio quadro di sfumature, che si può osservare da angolazioni diverse.

La bravura di Lorenzo è notevole, non cade mai di tono, coinvolge in tutte le pagine, è sempre fluido e capace di passare dal romanesco a uno stile più alto, a seconda del personaggio che è in scena in quel momento.

Consigliato per tutti coloro che vogliono conoscere i giovani di Roma, e non solo, affacciarsi alle loro gioie, alle loro speranze, alle loro sfumature. Consigliato a chi è in cerca della sua strada, a chi continua a chiedersi se vale più la bellezza interiore o esteriore, se è il corpo a darci la via, o la nostra cultura. E magari si scoprirà che il corpo è niente senza la mente, e la mente è niente senza il corpo… chissà? 😉

Bravo Lorenzo, e datti una mossa a pubblicare il secondo libro, sennò vengo a cercarti sotto casa! Non è una minaccia, ma una promessa! 😉

GGB

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La mia radiointervista a Lorenzo Ghimenti, autore di “Scimmie e angeli”

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Caro Visitatore,

oggi vado a presentarti un vicino di casa. Un giovane autore emergente, che vive proprio nel mio quartiere. Ci siamo conosciuti quasi per caso, e ha avuto la cortesia di venire alla mia presentazione dell’antologia Crisalide: ricordi? Quella dove riuscii a vendere tante copie, ricavando 100 euro di beneficenza per i bambini malati oncologici Peter Pan.

Ho avuto il piacere di leggere il suo primo libro, Scimmie e angeli, rimanendone impressionato molto positivamente. Offre uno spaccato di Roma davvero interessante, che sembra quasi farsi protagonista del suo romanzo. Come un artista, non per nulla studia all’Accademia di Belle Arti, tratteggia i suoi protagonisti con un continuo contrasto tra bellezza interiore ed esteriore, tra apparire ed essere.

Abbiamo Daniele, il bullo che fa della sua bellezza e della sua atleticità, in breve del suo corpo, lo strumento per aprirsi il futuro. All’interno una vuotezza, una superficialità, un’anima che grida la sua ignoranza, esternata da un linguaggio con una netta prevalenza del romanaccio, e di parolacce.

Abbiamo poi Alfredo, brutto e goffo fuori, impacciato, ma con una bellezza interiore che lo porta a scrivere poesie, a comporre musica.

Infine Flaminia, quasi la fusione tra le migliori parti di due, bella dentro e fuori, una Beatrice dantesca, come la definisce lo stesso Lorenzo.

Con queste caratteristiche i giovani in questione si muoveranno nella bella città di Roma, alla ricerca del loro futuro, in quell’estate della maturità, che segna il passaggio dalla fine dell’adolescenza alla giovane adultità, dal liceo all’università o al mondo del lavoro. Sogni, aspirazioni, dubbi, paure: emozioni colorate in modo artistico e delicato da Lorenzo, quasi a trovare tutte le possibili sfumature cromatiche.

E’ una storia che non termina, e solo durante l’intervista ne ho capito il motivo: è solo il primo di una trilogia che Lorenzo ha quasi concluso.

Con uno stile delicato e capace di mutare a seconda che sia il narratore a parlare, o Daniele, o Alfredo. Uno stile che come un camaleonte muta a seconda del protagonista che si muove sulla scena romana in quel momento.

Spero che questa intervista, trasmessa come speciale di Crisalide, e il video che la redazione ha creato per Lorenzo (disponibile direttamente sul sito di Radiovortice), riescano a rendere l’idea di questo romanzo davvero incantevole, che mi ha fatto respirare tutta l’aria della mia bella Roma, e della sua gioventù.

Buona ascolto e buona visione!

GGB