La mia radiointervista ad Andrea Tavernati, autori di “E niente indietro”

E niente indietroCaro Visitatore,

comincia la nuova edizione di Crisalide, la quarta. E volando nella provincia di Como iniziamo in bellezza con Andrea Tavernati, autore dell’antologia di racconti  E niente indietro, edita da  Factory editoriale dei Sognatori, uno splendido libro che ho letto con vero piacere.

Con Andrea abbiamo parlato della letteratura, da Dante ai nostri giorni, della fisica quantistica e della comunione tra materie umanistiche e matematiche. Il bagaglio di conoscenza dell’autore è enorme e lo ha saputo imprimere in modo semplice e fruibile nei suoi splendidi racconti, in un contino moto di ritorno alle origini, fino a spaziare nella fantascienza.

Presto la recensione on line.

Nel frattempo, buon ascolto!

Il primo racconto che incontriamo è “Melò Veneziano”.
Lei, lui, e l’altro. Lei è Paola, studentessa in cerca di una attività, magari provvisoria, perché no, anche comparsa alla Fenice di Venezia. Lui, innamorato di Paola da sempre; la cornice è il massimo del romantico, Venezia in tutta la sua maestà e tutta la sua realtà, che è fatta pure di canali puzzolenti. La scrittura è pregevole, le citazioni molte, sia letterarie che musicali; è un innamorato che, si capisce, non combinerà mai nulla, timido e incerto. Sul comodino di Paola, il libro di Musil, “l’Uomo senza qualità”, sembra messo lì apposta per farci capire meglio il nostro Lui, è un po’ come L’Ulrich di Musil, che ad un certo punto del libro è proprio così, bloccato dal troppo pensare, non riesce ad agire.
Sinceramente innamorato, romantico e pieno di attenzioni, ma talmente bloccato, che a Paola resta per forza il bell’Antonio, forse meno dotto, ma molto più pratico e deciso.
Dopo l’amore a Venezia c’è “L’Estraneo”, racconto brevissimo, di una pagina, intenso, conciso.
Poi “La Madre”, tutti vorremmo che fosse eterna, ma non è così.
Nel racconto “Il libro di Eva”, la protagonista si sveglia una mattina con il corpo totalmente tatuato, cerca di capire, cerca di leggersi perché ha il corpo scritto dal collo ai piedi, ma nessuno capisce niente, la scrittura è incomprensibile anche a degli esperti. Il suo fidanzato le giura eterno amore anche con il corpo così trasformato e anche senza capire cosa e come possa essere successo. Tenta in tutti i modi, tarocchi, studi di antiche lingue, religioni. Eva sembra un libro scritto da dentro in una lingua ignota, invece di impazzire, si rilassa, non ci pensa più, riesce a convivere con questo suo strano nuovo corpo, e appena succede l’accettazione, il tatuaggio, poco a poco inizia a sparire, così come era comparso.
Che sia un consiglio ad accettare i “tatuaggi” , belli o brutti, che la vita ci regala?
In “Sincronicità” la comprensione che le cose non succedono per caso, e un’incontro giusto al momento giusto, serve a fare un’azione altrettanto giusta.
Molto interessante la visione in “Fluttuazione Quantistica” , il tema è tornare nel passato e compiere un’azione che possa cambiare il futuro. Chi non vorrebbe uccidere Hitler nella culla, ma sembra che non si possa cambiare il futuro nel quale si è immersi, ma solo quello di uno dei tanti mondi, paralleli al nostro. Sarebbe in ogni caso una bella soddisfazione risparmiare a qualche altra realtà, quella terribile esperienza storica.
“Il Principe della Settima Luna” è il racconto che chiude il libro.
La settima Luna, unico posto del regno di Korus rimasto autonomo mentre le altre sei lune sono sottomesse al Regno.
Governata da un Principe che nessuno ha mai visto, la prerogativa più importante del posto, è la instabilità di tutto, ogni essere animato e anche ogni oggetto, possono comparire o scomparire in ogni momento, lasciando la vita e le cose che stava facendo, semplicemente incompiute. La fantasia del nostro bravo Autore è davvero prolifica e il libro scritto talmente bene che è difficile credere si tratti di uno Scrittore Esordiente, complimenti sinceri.

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La mia radiointervista a Gualtiero Serafini, autore de “La Serpe Rossa”

Foto profilo GuàCaro Visitatore,

tredicesima puntata di Crisalide, seconda del filone Manifesto.

Ospite di oggi Gualtiero Serafini, autore de La Serpe Rossa, romanzo post-moderno di prossima uscita.

Autore e sceneggiatore, Gualtiero ci porterà in un futuro possibile, dove l’uomo cambia per non cambiare, dove l’evoluzione è tecnologica e scientifica ma non dell’uomo come essere pensante. Un romanzo ispirato al grande Poe.

2012. Un evento passato inosservato e tenuto nascosto. 2082. La Terra, suddivisa in principati, è oramai nelle mani di pochi. La fame di potere e ricchezza dei potenti hanno portato il genere umano all’autodistruzione. Esaurimento delle risorse ed inquinamento hanno lacerato profondamente la Terra. Gli uomini sono costretti ad indossare occhiali protettivi a causa delle piogge acide. Solo i più ricchi possono permettersi delle cavie, esseri mostruosi dalle sembianze umane da cui poter estrarre pezzi di ricambio come cuore, reni, fegato. In tutto questo emerge la bramosia del Principe Prospero di assoggettare il mondo e tutti gli altri Principi a lui, creando un virus dal nome Serpe Rossa in grado di contagiare ed uccidere chiunque nel giro di 24 ore. Virus che sfuggirà al suo controllo costringendolo, insieme ai suoi sudditi, tra cui un cardinale, un signore delle armi, il Primo Ministro, gli scienziati, un generale, a fuggire sulla sua stazione orbitante creata per ospitare fino a 28 persone dotata di ogni comfort e di laboratori dove poter studiare un antivirus estraendolo da una cavia, chiamata Calibano, perché solo le cavie sono immuni alla Serpe Rossa. Sulla stazione la vita delle 28 persone si svolgerà tra sotterfugi, intrighi, amori dove l’animo umano sarà messo a nudo. Alla fine, la salvezza del genere umano sarà nelle mani della Principessa Altaira, figlia di Prospero, e del Calibano. Oppure no?

Buon ascolto, con una puntata ricca di riflessioni sul sociale e sull’umanità.

GGB