{"id":572,"date":"2020-05-11T11:10:30","date_gmt":"2020-05-11T09:10:30","guid":{"rendered":"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/?p=572"},"modified":"2020-05-12T10:27:03","modified_gmt":"2020-05-12T08:27:03","slug":"__trashed-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/2020\/05\/11\/__trashed-6\/","title":{"rendered":"Il trauma della vergogna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">La <strong>vergogna\u00a0<\/strong>\u00e8 un\u2019emozione che \u00e8 alla base di molti disturbi, semplici e complessi, e che pu\u00f2 essere un\u2019ottima alleata in psicoterapia per andare a individuare quegli eventi (traumatici) che hanno creato una disistima di s\u00e9 e il bisogno di una protezione eccessiva di se stessi.<\/span><\/p>\n<h2><!--EndFragment--><span style=\"color: #000000;\"><strong>Quando si sviluppa?<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vergogna non \u00e8 un&#8217;emozione di base, a differenza della gioia, della tristezza, del disgusto, della rabbia e della paura. Ovvero non nasciamo con la vergogna, e di conseguenza, possiamo affermare che i bambini sotto i tre anni difficilmente sperimentano vergogna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; invece un&#8217;<strong>emozione sociale<\/strong>, che abbiamo iniziato a provare quando da bambini abbiamo sviluppato una Teoria della mente, ovvero quando abbiamo cominciato ad attribuire a noi stessi e agli altri degli stati mentali e ad agire sulla base della previsione del comportamento dell&#8217;altro. E&#8217; una funzione che sviluppiamo attorno ai 5 anni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vergogna \u00e8 stata definita come <strong>l\u2019emozione dell\u2019autoconsapevolezza<\/strong> perch\u00e9, a differenza delle emozioni primarie, richiede una forma di autoriferimento, cio\u00e8 un confronto tra le proprie azioni e i propri modelli o valori. Un confronto, potremmo dire tra Es (istinto) e Super-Io (modello di valori), quel confronto dove l&#8217;Io sta sempre in mezzo a cercare di fare ordine tra le due istanze (che fatica&#8230; povero Io!).<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong>Analizziamo la parola&#8230;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-571 alignleft\" src=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"194\" \/><\/a><span style=\"color: #000000;\">Trovo interessante analizzare la parola\u00a0<em>vergogna<\/em>, per comprendere gli effetti che ha su di noi. Contiene la parola\u00a0<strong>gogna<\/strong>, che era nel medioevo uno strumento punitivo, di contenzione, di controllo, di tortura, utilizzato prettamente durante il Medioevo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La messa alla gogna era l&#8217;esposizione alla <strong>pubblica derisione<\/strong>, in genere nelle piazze di mercato e negli incroci. Spesso un cartello era appeso al collo del malfattore, o nelle vicinanze, con l&#8217;iscrizione del delitto e della pena. La pena della gogna durava generalmente poche ore o qualche giorno. La folla poteva schernire il malcapitato e farne bersaglio delle proprie tensioni. Era comune che si prelevasse dai pozzi neri lo sterco per imbrattarne capelli, naso, bocca, oppure che si lanciassero sassi o verdure marce, che si ustionasse il malcapitato o gli si procurassero lacerazioni poi ricoperte di sale, o gli si provvedesse a fare il solletico ai piedi o ai fianchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La persona, cos\u00ec esposta, diveniva a vita <strong>l&#8217;esempio negativo<\/strong> da non seguire, col marchio dell&#8217;infamia addosso. Di fronte a questa emozione, sperimentiamo la stessa messa alla gogna, la stessa esposizione.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong>A cosa serve la vergogna?<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-597 alignleft\" src=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Per capire la sua funzione negativa, dobbiamo prima capire la sua funzione positiva, perch\u00e9, se la possediamo nel nostro bagaglio di emozioni, ha una sua utilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il timore alla base della vergogna \u00e8 proprio la perdita <strong>dell\u2019accettazione <\/strong>e <strong>dell\u2019approvazione <\/strong>da parte degli altri e attraverso essa comunichiamo facilmente di aver <em>presunto troppo e di non voler competere<\/em>, condividendo cos\u00ec i valori del gruppo e ristabilendo l\u2019equilibrio. L\u2019<strong>utilit\u00e0<\/strong> sta nell\u2019evitare che gli altri infieriscano ulteriormente con aggressivit\u00e0: implicitamente si chiede di essere accettati e non venire esclusi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vergogna ha perci\u00f2 anche una <strong>funzione protettiva<\/strong> nei confronti della nostra identit\u00e0, un po\u2019 come una difesa (sociale) che permette di preservare l\u2019immagine che gli altri hanno di noi, in quanto ci consente di regolare il nostro comportamento, specialmente in base al contesto di riferimento.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-594\" src=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-4-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>I segnali non verbali della vergogna<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A livello non verbale, tale emozione si manifesta con il\u00a0<strong>rossore<\/strong>, l\u2019<strong>abbassamento della\u00a0testa\u00a0<\/strong>e\u00a0dello\u00a0<strong>sguardo<\/strong>.\u00a0Il\u00a0<strong>rossore<\/strong> \u00e8 un effetto involontario e sincero che non pu\u00f2 essere prodotto intenzionalmente o simulato. La vergogna si manifesta anche attraverso il <strong>capo<\/strong>\u00a0e gli\u00a0<strong>occhi bassi<\/strong>, che evitano lo sguardo degli altri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questi segni non verbali manifestati da chi si vergogna esprimono la volont\u00e0 di nascondersi e di sottrarsi dal giudizio altrui. Dunque, l\u2019abbassamento della testa e dello sguardo, costituiscono, insieme al rossore, dei segnali di acquietamento o di pacificazione del soggetto che prova vergogna, il quale \u00e8 come se si consegnasse al giudizio degli altri <strong>chiedendo implicitamente perdono<\/strong> per non essere aggredito.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong>In cosa si differenzia dall&#8217;imbarazzo<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vergogna, nonostante sia da alcuni autori considerata una <strong>parente strettissima dell\u2019imbarazzo<\/strong>, differisce da quest\u2019ultima emozione per il livello di intensit\u00e0. L\u2019imbarazzo \u00e8 un\u2019emozione pi\u00f9 <em>mite<\/em>, che non turba i pensieri, e l\u2019autoimmagine. Inoltre, a livello non verbale, l\u2019imbarazzo porta a una mimica e una gestualit\u00e0 che si alterna tra evitamento e avvicinamento, mentre la vergogna \u00e8 pi\u00f9 sconvolgente e catastrofica in quanto associata al desiderio di nascondersi e\/o di scomparire.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/unnamed.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-578 alignright\" src=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/unnamed-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"195\" \/><\/a>Cosa comporta la vergogna?<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In terapia, utilizzando la vergogna come emozione che fa da collegamento a pi\u00f9 esperienze passate, si scoprono diversi traumi personali ad essa associati. Si scoprono momenti in cui si \u00e8 percepita la vergogna a livello personale, o ci si \u00e8 vergognati per i propri genitori o la propria famiglia o ancora si \u00e8 percepita la vergogna dei propri caregiver verso l&#8217;esterno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 l\u2019esperienza di un <strong>S\u00e9 messo a nudo<\/strong>, inadeguato rispetto a standard e richieste dell\u2019ambiente e come tale giudicato dagli altri. E&#8217; dunque un S\u00e9 che ha perso forza a causa di queste esperienze, e che, in terapia, si presenta fragile e con la richiesta pi\u00f9 o meno esplicita di essere rafforzato. Attraverso la vergogna, le persone hanno sperimentato un\u2019immagine fallimentare di se stessi, la sensazione di non piacere a nessuno, di non essere abbastanza bravi, di dover subire, di non valere, di essere terribili o deludenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Avrai capito che \u00a0\u00e8 uno dei sentimenti cardine per l\u2019isolamento sociale, o, pi\u00f9 in generale, per l\u2019introversione. Ma \u00e8 anche una delle emozioni base nei disturbi come l&#8217;ADHD, il mutismo selettivo, alle fobie specifiche, alle ossessioni (si sta solo sul pensiero per non contattare la parte emotiva), il disturbo esplosivo intermittente, la depressione e gli attacchi di panico.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-3.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-590\" src=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/05\/download-3-150x142.png\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"212\" \/><\/a>Prova tu&#8230;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chiudi gli occhi, e senza cercare nulla di specifico, immagina di essere su un gommone che ti porta indietro nel tempo, a quei momenti in cui hai sperimentato un&#8217;intensa vergogna. Non devi cercare nulla di specifico, lasciati portare nella giovane adultit\u00e0, poi nell&#8217;adolescenza e infine nell&#8217;infanzia, i ricordi si presenteranno da soli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Probabilmente, sono quegli stessi ricordi che hanno creato in te un&#8217;allerta continua, tesa a non farti sperimentare questa emozione che hai appreso essere dannosa. Per ciascun ricordo, chiediti se \u00e8 esattamente uno dei primi, o se puoi andare ancora pi\u00f9 indietro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Terminata la lista, chiediti qual \u00e8 l&#8217;immagine peggiore del ricordo, e quanto ti disturba ora che ci ripensi, su una scala da 0 a 10, dove 0 \u00e8 nessun disturbo e 10 \u00e8 il pi\u00f9 alto disturbo immaginabile. Valori sopra al 6, sono probabilmente traumi, grandi o piccoli, che hanno ancora un impatto sul presente, sul tuo modo di relazionarti agli altri. I traumi da elaborare.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><strong>Come reagire?<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Utilizza questa emozione, la vergogna, portala in terapia e usala come guida per trovare col terapeuta i traumi ad essa associati. L&#8217;avrai cos\u00ec come alleata per cercarli. Ogni trauma i pu\u00f2 elaborare, le tecniche sono varie. Una di queste, \u00e8 l&#8217;<\/span><a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/388-2\/\">EMDR<\/a>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Autore:<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">\u00a0Dottor<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/\">Giovanni Garufi Bozza<\/a><span style=\"color: #000000;\">, psicologo, Psicoterapeuta, Esperto in Psicologia della Salute e in terapia EMDR, Psicodiagnosta, Consulente tecnico di parte tribunale Civile di Roma.<\/span> <a href=\"https:\/\/giovannigarufibozza.it\/psicologosalute\/prenota-un-appuntamento\/\">Contattami qui<\/a>.<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vergogna\u00a0\u00e8 un\u2019emozione che \u00e8 alla base di molti disturbi, semplici e complessi, e che pu\u00f2 essere un\u2019ottima alleata in psicoterapia per andare a individuare quegli eventi (traumatici) che hanno creato una disistima di s\u00e9 e il bisogno di una protezione eccessiva di se stessi. 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