Le recensioni al libro

 Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Nino (Gennaio 2015)

Sto leggendo il tuo libro, lo trovo molto interessante. Mi rispecchia abbastanza sai? Complimenti!

 

 

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Anonimo, su Amazon (Ottobre 2014)

 

Devo confessare che ho iniziato a leggere questo romanzo con la mia solita sciocca perplessità nel confrontarmi con un genere letterario che non figura spesso nella mia biblioteca, poi, pian piano, mi sono fatto coinvolgere da questa “bizzarra” storia. Giovanni Garufi Bozza, l’autore, è riuscito a catturare la mia attenzione con la sua prosa fluida, moderna e “leggera”. Il giovane protagonista, Daniel (il cui nome tronco non è casuale), mi ha subito colpito per la sua ingenua freschezza. Di questi tempi, pieni di strafighi/ultramachi o fascinosi falsi perdenti, ritrovare un personaggio d’altri tempi (“idealista, sprovveduto e imbranato”) è stata una piacevole novità. Per un abile contrasto, la duplice controparte femminile Selvaggia/Martina, spicca per la sua enigmatica complessità psicologica. Ambientata in una Roma ordinaria, vissuta quotidianamente e senza particolari patemi da tutti i personaggi (dettaglio questo che non appesantisce la trama con troppe divagazioni socio-economiche-politiche-urbanistiche), la trama principale (grazie ai numerosi dialoghi)scivola via senza intoppi verso un finale prevedibile (e proprio per questo abbastanza realistico, poiché la realtà è quasi sempre prevedibile) ma tutt’altro che scontato o posticcio. Detto questo, ritengo di poter consigliare questo libro a chi apprezza le storie italiane contemporanee, un pò ambigue e psicanalitiche,ma ben scritte e di piacevole scorrevolezza. In ogni caso il personaggio di Selvaggia/Martina è uno di quelli che restano impressi nella memoria.

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Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Corinna (Agosto 2014)

Ho appena finito di leggere il tuo romanzo dal titolo “Selvaggia”. L’ho trovato veramente interessante e vorrei farti i  miei complimenti! Mi è piaciuto  soprattutto il fatto che si svolgesse in un periodo contemporaneo perché questo mi ha fatto capire molte cose sui pensieri dei ragazzi di oggi (sono la mamma di una ragazza di 14 anni e di un ragazzo di 19).

Bellissima la storia d’amore, mi ha un po’ lasciata in sospeso il finale!!

Tanti auguri per il tuo lavoro!!!

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Silvio Bonisolo (Giugno 2014)

È l’innesco di un teso gioco di ruoli spinto fin quasi alla rottura definitiva, nonostante ogni particolare, nel dipanarsi del racconto, dica a chiare lettere della crescente attrazione reciproca fra i due protagonisti, in un climax di vissuti emotivi densi di riflessi adolescenziali, dove l’innamoramento svolge una decisiva opera di definizione d’identità segnate da percorsi singolarmente complementari pur nella loro evidente diversità.

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Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Marialuisa Moro (Giugno 2014)

Tutti noi indossiamo una maschera o più maschere, a seconda delle circostanze. Questa storia affascinante, che tiene avvinto il lettore con frequenti colpi di scena, focalizza il dramma di una ragazza che, traumatizzata da un grave lutto di cui si ritiene responsabile fino al punto di tentare il suicidio, trova la forza di sopravvivere e di relazionarsi col mondo solo grazie ad un travestimento che, rendendola irriconoscibile, le consente la libertà di manifestarsi come l’istinto le suggerisce senza il timore di essere giudicata.
La successione degli eventi è ben orchestrata, i personaggi sono veri e tangibili e i dialoghi, sebbene a volte un po’ ripetitivi, molto realistici.
Il finale, che in un primo tempo si dà per scontato, assume invece una svolta inattesa, che mi ha lasciato la nostalgia dei personaggi e la voglia di ritrovarli in una storia successiva.

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LedandZeppelin. Storia d'amore precariaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Leopoldo Chiummo (Maggio 2014)

Ho giusto appunto finito da poco la tua Selvaggia. Che dire, è un libro fresco e giovane, la storia certamente accattivante e in alcuni tratti devo dire che è scattata la voglia di andare avanti anche quando il tempo

premeva perchè volevo vedere che accadeva. Son curioso di leggere Alina anche
per vedere quali evoluzioni sta vivendo il tuo processo di scrittura.

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Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Maria Balzano (Maggio 2014)

Ciao, ho appena finito di leggere Selvaggia, purtroppo.
Dico purtroppo perché la storia mi è piaciuta così tanto che non volevo smettere di leggerla!
Anche se il protagonista è un ragazzo, spesso avevo i suoi stessi pensieri nei confronti di Selvaggia, per questo continuavo a leggere facendomi trasportare dalle parole. Quando ho letto l’epilogo, poi, per poco non ho pianto!
Anche se la storia tratta un argomento difficile, è comunque semplice leggere questo libro,
COMPLIMENTI ALL’AUTORE!!!

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Sergio Boffetti (Maggio 2014)

È un romanzo che si lascia ricordare dolcemente, questo che segna l’esordio di Giovanni Garufi Bozza. Non uno di quelli che colpiscono come un pugno allo stomaco, o che ti rimangono dentro come una cicatrice, ma comunque uno di quelli che non si fanno dimenticare tanto in fretta. Tutto merito della trama che, incalzante, prosegue senza sosta in questa analisi millimetrica della psiche contorta della protagonista, Martina, e del suo confidente Daniel. (…) Le psichi dei protagonisti vengono sondate a fondo durante lo svolgimento della trama e non c’è aspetto di esse che non sia indagato a dovere, con il pregio di non scadere mai nelle banalità o nei luoghi comuni.

Gli aspetti negativi che ho ritrovato sono un paio: il primo è una digressione piuttosto prolissa in cui l’autore si prodiga a descrivere la morte di Papa Giovanni Paolo II che, ipotizzo, forse per Garufi Bozza ha avuto un impatto molto emotivo nella vita reale ma che ha ben poco a che spartire con la trama del romanzo e distoglie l’attenzione per troppe pagine dalla storia dei protagonisti; il secondo è l’eccessiva classicità della stesura, specialmente nei dialoghi. Il registro didascalico e i continui “disse lui”, “rispose lei”, “esclamò lui”, “sentenziò lei” danno un’aria un po’ troppo stucchevole alla narrazione, senza tuttavia intaccare la correttezza sintattica e grammaticale ineccepibili.

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Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Vittorio (novembre 2013)

Questo interessante Romanzo di Garufi bozza, è una gustosa e approfondita ricerca del comportamento dell’animo umano anche nei suoi recessi più nascosti e, a volte, impenetrabili. In altri termini uno studio, romanzato, sulla psiche umana, il centro delle sue attività sensitive, tema principale per studiosi ed appassionati della filosofia e della psicologia. Del resto, per uno psicologo quale è il nostro autore, quale palestra migliore, per esercitare ed elargire la sua competenza specifica sui processi e le manifestazioni della psiche, di cimentarsi nella letteratura, scrivendo appunto un romanzo psicologico? Ma, forse, il maggior pregio di questo autore è proprio quello di avere unito alle sue competenze scientifiche una sensibilità particolare con la quale riesce a descrivere i comportamenti umani dei personaggi del suo libro che appare influenzata, almeno nel suo incipit, da una caratteristica autobiografica, sebbene egli stesso in proposito assuma un atteggiamento defilato. D’altra parte non è un fatto negativo l’attribuzione autobiografica perché, siamo convinti che tutti gli autori, nei loro scritti, anche inconsciamente, sono portati a identificarsi con i protagonisti delle storie che inventano o raccontano, in quanto riteniamo che la base di ogni scritto sia l’esperienza personale acquisita durante la propria vita.

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità de Gli Spaccia Lezioni (novembre 2013)

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Diego Romeo (novembre 2013)

Mentre Stevenson, per dividere i due animi ricorre all’alchimia, il nostro Garufi Bozza  usa un espediente più realistico per scindere i due l’animo della protagonista. Infatti sarà un terribile lutto, di cui Martina si sente responsabile, a frantumare in mille pezzi il suo animo gioioso ed estroverso. Pezzi che poi verranno ricomposti dalla stessa Martina dando origine a due individui totalmente opposti ma che coabitano all’interno dello stesso corpo

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Lino Milita (novembre 2013)

Questi chiaroscuri di personalità offrono un percorso di formazione per i protagonisti: Selvaggia, la ragazza dalle multiformi sfaccettature e Daniel il narratore delle vite reali e irreali. L’inclinazione alla curiosa sorpresa e al bisogno di formulare un senso complessivo della propria esistenza, accomuna le inclinazioni dei due giovani. Il mistero e la tragedia sovrastano i primi passi del loro percorso, e il pudore di scoprire la capacità di amare e di provare diversi modi di vivere genera reciproche domande. In una prima fase sembra che Selvaggia sia offerta dall’analisi e dal punto di vista di Daniel, come se fosse uno psicologo in attività.

Nel corso degli eventi, la distinzione sfuma e le identità e i personaggi si avvicinano parlando alla pari l’un l’altro, coinvolgendo amici e parenti. Selvaggia si muove nello spazio determinando il ritmo nel percorrere i luoghi di Roma che è rievocata in forma quasi mitica per chi non l’abbia mai frequentata, e per gli altri è quasi familiare, anzi addirittura gergale perché immediatamente riconoscibile nei modi di dire e di vivere di alcuni specifici quartieri. Daniel si muove nel tempo scandendo il ritmo della narrazione sdoppiandosi tra un io narrato e l’io narrante. Selvaggia esige di non essere inquadrata e descritta nei luoghi in cui agisce e Daniel cerca di essere un passo più avanti rispetto allo scorrere degli eventi.

In questo libro non tutto è strettamente circoscrivibile in sicure descrizioni e determinate azioni. Ognuno è molto e tanto di più di quello che appare nell’offrire specchi dai quali noi si possa riconoscere qualche nostra immagine.

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Marmellata di prugneLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Patrizia Fortunati (ottobre 2013)

Ho iniziato a leggere “Selvaggia” con una grande curiosità: la quarta di copertina aveva destato in me la voglia di conoscere la storia e, andando avanti, le mie aspettative non sono stata affatto disattese.

Mi è piaciuto molto l’argomento scelto, mi è piaciuto come è stato sviluppato l’intreccio e mi sono piaciute moltissimo Selvaggia e Martina, due alter ego in cui che rappresentano gli estremi entro i quali sono racchiuse le psicologie di tutti noi. Molto bravo l’autore a calarsi nei panni di due donne,

Non esistono schemi, ricette da seguire o cure valide per tutti.

Ecco, secondo me, “Selvaggia” ci offre soprattutto questo messaggio: non pretendere di capire sempre e comunque la sofferenza degli altri e soprattutto non arrogarsi il diritto di giudicare.

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Un buon libro non finisce mai (settembre 2013)

E’ uno dei pochi libri, tra quelli che ho letto quest’anno, che è riuscito a tenermi incollata alle pagine e ad avermi lasciato qualcosa. E come sapete anche voi, questa è la cosa più importante di un libro. Selvaggia è riuscito a trasmettermi delle emozioni, che invece non ho percepito con molti altri libri di autori emergenti.

Ho amato tutti e tre i personaggi, ognuno di loro mi ha trasmesso delle emozioni, belle e brutte. Anche i personaggi secondari sono descritti abbastanza dettagliatamente, non sono dei personaggi piatti e senza importanza, anzi sono fondamentali nel loro ruolo.
I protagonisti conosceranno l’amore, quello intenso che porta a fare pazzie e a non dimenticare l’altro anche se lontano.

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309300_267049296660567_1519749260_nLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Tiziana Cazziero (agosto 2013)

Questo è uno di quei classici libri che ti entrano dentro l’anima, almeno per me è stato così. Quando ho cominciato a leggerlo, ho sentito subito che era uno di quei testi che ti rapiscono, di quelli che vuoi scoprire, andare avanti nella lettura, scoprire tutti i retroscena.

L’ho letto in poche settimane, avrei potuto impiegarci anche meno perchè la trama ti coinvolge e tu, lettore hai brama di sapere.

Questo libro è un lungo viaggio nella mente umana, nella psiche di un essere umano colpito dal dolore.

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947003_10200754171930383_2146198830_nLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Roberto Paradiso (Luglio 2013)

Un libro è come una storia d’amore: o si trascina stancamente fino alla fin che, prima o poi, inevitabilmente arriverà, oppure ci travolge come un onda e ci fa sfruttare ogni istante disponibile per godere dell’oggetto della nostra passione.
Selvaggia è stato questo. Un libro che mi ha colpito sin dall’anteprima in cui ho messo un “mi piace” sul social network.
Ed è in questa occasione che ho conosciuto “telematicamente” l’autore.
Ogni uomo è un isola, diceva John BonJovi, ma, come dice Hugh Grant in “about a boy”, esistono gli arcipelaghi…
Per quelli come me sono gli arcipelaghi fatti di gente con la quale ci accomuna la passione per la buona lettura e lo scrivere. Con Giovanni Garufi Bozza, oltre a questa, anche la data di nascita (sebbene io sia nato esattamente vent’anni prima) e la città.

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, de Il Libro del Martedì (Giugno 2013)

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395974_424085347629624_384191329_nLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Anita Borriello (Giugno 2013)

“Selvaggia. Chiaroscuri di personalità”, fa riflettere sulle maschere che tutti noi portiamo quotidianamente per motivazioni differenti, ciascuna creata ad arte per sopportare al meglio la realtà che ci circonda. Selvaggia, una dei protagonisti del libro, è la Libertà fatta persona che vive completamente fuori dagli schemi. Siate onesti, chi di voi almeno una volta nella vita non ha desiderato far tabula rasa e ricominciare da capo? Lapalissiano il confronto con il pirandelliano “Uno, nessuno e centomila”, dove la consapevolezza che l’uomo non è Uno, e che la realtà non è oggettiva. (cit. Wikipedia).

Consigliato? Decisamente sì, è raro che un libro mi tenga incollata dalla prima all’ultima pagina e “Selvaggia. Chiaroscuri di personalità” è uno di questi, sono certa che lo apprezzerete così come ho fatto io.

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CettaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Cetta De Luca (Giugno 2013)

Tutti noi abbiamo vissuto quel periodo della nostra vita in cui non sapevamo ancora cosa essere, cosa diventare e, soprattutto, come. In Selvaggia questo dualismo viene visualizzato, e allora succede che ce lo ricordiamo, un po’ come riviverlo col distacco del tempo passato. E sono proprio le descrizioni, dettagliate, cesellate, dell’autore a rendere tutto così vivo e reale.

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Cristina Rotoloni (Maggio 2013)

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25950_489189097805181_1380053117_nLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Sabrina Grementieri (Maggio 2013)

Questo romanzo mi è piaciuto. Mi ha incuriosito sin dalla quarta di copertina, e quando l’ho letto ho “dovuto” terminarlo in poco tempo. Tra l’altro il finale è davvero…inaspettato. Almeno per me, scrittrice e amante dei prevedibili lieto fine!

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Anna CibottiLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Anna Cibotti (Maggio 2013)

“SELVAGGIA” è una storia d’amore. Un sentimento nato per amicizia che si trasforma e cresce. Un amore prorompente come un fiume in piena racchiuso negli alti argini della timidezza che fatica a straripare.

Un illusione di eternità e indissolubile nella sua foga giovanile tanto da indurre il ragazzo protagonista della storia, a diventare l’artefice della difficile e tortuosa risoluzione del conflitto interiore di Lei.

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16-autori_bigLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Jessica Brunetti (Maggio 2013)

Giovanni ci regala una lettura davvero piacevole e scorrevole, intervallata da importanti punti di rottura sia a livello di trama, che a livello di narrazione. In particolare, gli ultimi capitoli si leggono davvero tutti d’un fiato!
Il finale? Leggete il romanzo, poi preparatevi un milione di domande per Giovanni! :)
Io gliene ho poste diverse, una volta terminato!

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313360_4800163162202_70115979_nLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Lu Quaranta (Maggio 2013)

wow ho letto il tuo libro tutto di un fiato…. bellissimo…. intrigante…dark… ma soprattutto dolce e amore… Martina, Selvaggia, Daniel, personaggi che mi hanno emozionato… (Selvaggia la mia preferita)…

Devo ringraziare un’amica in comune Cinzia Pizzo che mi ha prestato il libro è l’ho letto in un giorno. Non sono riuscita a lasciarlo, mi ha coinvolta in tutti i sensi…la storia drammatica di Martina che a causa di un lutto e dei sensi di colpa si sdoppia e vive due vite diverse ma nello stesso in comune….poi c’è Daniel il classico bravo ragazzo…storia coinvolgente e una stupenda Selvaggia…trasgressiva ma nel frattempo fragile….

Bravo, però già mi eri piaciuto su Crisalide…. :)

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La recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Mario D’Onofrio (Maggio 2013)

Appare un po’ come “Dottor Jekyll e Mister Hyde”, non solo nell’alternarsi della protagonista ma anche nella penna di chi ha scritto.
Sono felice che si sia alzato il tasso emotivo nella seconda parte, perché ha dato quell’impulso alla storia che, fino a quel momento, me l’ha fatta sembrare come un’analisi psicoterapica, dando vita ai personaggi in essa contenuti, apparsi in alcuni momenti un po’ slegati.

Avvincente in questa ricerca della verità e che premia sicuramente l’abilità comunicativa, soprattutto durante i colloqui, dell’autore.
Mi congratulo con Giovanni per il bel lavoro svolto e gli auguro di continuare e migliorare sempre di più.

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16-autori_bigLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Jessica Brunetti (Aprile 2013)

Ieri ho terminato di leggere Selvaggia Chiaroscuri di personalità, di Giovanni Garufi Bozza.

Per iniziare, ci tengo a ringraziarlo in quanto mi ha donato una lettura che mi ha rapito per qualche ora dalle grinfie del mio computer portatile. Non sembra, ma la barra lampeggiante sulla pagina di Microsoft word è davvero famelica! Non tutti i romanzi ci riescono, quindi gli faccio i complimenti già per questo.

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FT2-9058albifotoLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Giovanna Albi (Aprile 2013)

Geniale è l’idea di far convivere le due ragazze in una personalità sdoppiata e ben delineato è anche il personaggio di Daniel, studente di psicologia, che tenta di conciliare gli opposti sentire della complessa personalità di Martina-Selvaggia, mettendo a serio repentaglio la sua salute mentale e rischiando di essere travolto nel vortice della duplice personalità, che si sanerà grazie all’amore.

Lo stile colloquiale, semplice, dialogico ti fa entrare nella storia che si legge di un fiato( ho impiegato 4 ore bellissime della mia attuale giornata) e il lettore viene magicamente risucchiato nell’intreccio, mettendoci del suo e rischiando anch’egli di essere assorbito dalla duplicità esistente nell’essere umano, perché lo scrittore Giovanni tocca un tema universale, cui nessun essere umano può sottrarsi,anche se ,ovviamente, il topos letterario raggiunge livelli paradossali, di fronte ai quali Daniel rimane sconcertato, perché non riesce a riassorbire le contraddizioni facendo appello alla logica kantiana o all’apparente umiltà del messaggio socratico.

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Stefania SabattiniLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Stefania Sabattini (Aprile 2013)

Ogni incontro della vita ci lascia qualcosa, a volte segni profondi, a volte solo tracce.

Giovanni è un esploratore dell’animo umano e basta leggere il suo primo romanzo  “Selvaggia i Chiaroscuri di personalità” per capire che lo psicologo, lo scrittore ed il giornalista sono un’unica persona. Selvaggia racconta di percorsi giovanili di ricerca del sé, di confusione post adolescenziale e di traumi della psiche. E’ un romanzo dal linguaggio dinamico e colloquiale, un romanzo parlato che trova la sua identità nei dialoghi diretti e veritieri.

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532337_3528859907881_477041798_nLa recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, di Cinzia Pizzo (Aprile 2013)

Terminato in poche ore questo meraviglioso libro, storia molto sentita con il cuore e soprattutto con l’anima. Martina e Selvaggia sono gli opposti una dell’altra, hanno vite completamente differenti ma hanno in comune una sola cosa la solitudine e la tristezza, la prima l’affronta restando chiusa in se stessa con la morte nel cuore, l’altra cerca di “vivere” una vita al limite dell’eccesso, grazie a Daniel riusciranno a fare un percorso molto importante e a cercare di trovare “se stesse”.

Ho sempre pensato che l’amore, quello vero, sia una grande ancora di salvezza, mi sono rimaste impresse queste frasi: <<Ognuno di noi è straordinario perché anche senza accorgersene può provocare grandi eventi e cambiare la vita di un’altra persona. Abbiamo un potere che non ci rendiamo neanche conto di possedere e ogni scelta che facciamo, anche minima, può condizionare enormemente la nostra vita e quella degli altri senza che possiamo farci veramente nulla.>>
Questo libro è pieno di sentimenti, dalla rabbia all’affetto, dalla tristezza alla voglia di reagire e credere in un futuro migliore con la forza dell’amore.
Ben scritto, i personaggi prendono vita nella loro semplicità, la storia arricchita è molto scorrevole, con quel pizzico di curiosità che invoglia a leggere non rendendosi conto di voltare le pagine e di ritrovarsi alla fine del libro lasciandosi trasportare da una marea di emozioni vissute intensamente, soprattutto da parte mia.
Grazie per avermi regalato questa toccante storia.

Cinzia.

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logoyeahhLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità su Over the Hills and far away (marzo 2013)

“Selvaggia i Chiaroscuri della personalità” è il romanzo d’esordio di un giovane autore italiano che, con abile maestria, riesce a raccontare una storia dalla tematica non semplice come la doppia personalità.
Non mi soffermerò molto sulla trama perché, e non scherzo, rischierei di rivelarvi anche troppo. Posso però dirvi che i personaggi protagonisti vi entreranno dentro fin dalle prime battute, in particolar modo Selvaggia, con il loro temperamento ed l’incontro/scontro con la realtà quotidiana della vita dentro e fuori l’ambiente universitario. Un romanzo che consiglio e che, sono più che certa, piacerà a molte lettrici.

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monicaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Monica Portiero (marzo 2013)

Lo stile e soprattutto la trama ne fanno uno dei libri di scrittori italiani più belli da me letti in assoluto e io leggo davvero tanto!

Noi tutti siamo attratti da un qualcosa in una persona, quel qualcosa di particolare che ti fa guardare qualcuno negli occhi e restarne folgorato.

Lei è una ragazza tanto bella,quanto gelida, che non permette confidenze a nessuno e Daniel prova da subito un’attrazione incredibile verso questa bionda compagna di corso all’università, così distante da tutto e da tutti,così chiusa,così “diversa”.

Dovete leggerlo!

Giovanni Garufi Bozza i miei sinceri complimenti per aver dato vita così bene a un personaggio come Martina-Selvaggia,tanto che alla fine mi sembrava di conoscerla!

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Selvaggia on AirLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Viljana Kaleci (febbraio 2013)

Bellissimo romanzo. mi sono appassionata dalla prima pagina e via via che andavo avanti non vedevo l’ora di finirlo, ma quando ero verso la fine avrei voluto che continuasse! Complimenti vivissimi!

 

 

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14La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Simone Pavanelli (febbraio 2013)

Selvaggia stimola l’appetito, ma non quello solito. Questo romanzo ti fa venire la FAME di proseguire e di vedere come va a finire. Ben scritto e mai banale.

 

 

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Foto1 (1)La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Fabrizio Ago (gennaio 2013)

Ben scritto e con ritmo invitante questo romanzo di Giovanni Garufi Bozza. Ben curata poi l’impaginazione, che tra gli scrittori esordienti non è una qualità scontata.

Garufi ha una formazione da psicanalista e così dipinge in modo molto puntuale e coinvolgente le due ragazze, o la doppia figura di una persona disturbata. Da leggere per scoprirlo e per sapere come ne uscirà poi Daniel.
In ogni caso complimenti vivissimi all’autore.

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Stella S. (Gennaio 2013)

Selvaggia è un romanzo volto all’analisi introspettiva dei personaggi in un’ottica, seppur efficacemente rielaborata in chiave moderna, dal sapore prevalentemente pirandelliano:  i chiaroscuri della personalità rimandano al dissidio, più che mai attuale, tra l’apparire e l’essere, tra la forma e la vita, tra la persona e il personaggio.

Pagina dopo pagina, si alternano momenti di vivacità narrativa ad altri di riflessione e di intensa commozione, ma restano sempre vivi l’interesse per la storia e la curiosità per l’epilogo. Un epilogo che sarà capace di stupirci.

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Presentazione Roma

La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Paolo Tosi (dicembre 2012)

Ho letto Selvaggia tutto di un fiato perché avevo tempo di farlo ma soprattutto perché la storia ti prende subito e ti incuriosisce man mano che le pagine scorrono. L’idea letteraria è grandiosa e mi sembra anche piuttosto nuova per come è sviluppata;

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Tiziana_IaccarinoLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Tiziana Iaccarino (dicembre 2012)

La storia è appassionante, per certi aspetti intrigante, per altri troppo “acerba”. La protagonista è una ragazza alla ricerca di se stessa, della sua vita, del suo mondo, della sua vera personalità, una ragazza che ha una doppia identità e che è estremamente tormentata.

Inquietudine, passione, amore, malinconia, sensazioni che rispecchiano i sogni di ogni ragazzo della nuova era. Oggi le nuove generazioni, in fondo, sono un po’ tutte alla ricerca di un’identità nella quale rispecchiarsi, mostrarsi e con cui anche presentarsi.
Il desiderio di riscoprire la vita attraverso prospettive diverse, rendono l’argomento attualissimo e certamente di interesse comune.

Non per ogni autore è semplice affrontare argomenti tanto delicati e in parte appassionati come ha fatto l’autore Giovanni Garufi Bozza.

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Maddalena CioceLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Maddalena Cioce (dicembre 2012)

Quali sono le ragioni che possono spingere una persona a indossare una maschera concreta e costruirsi una nuova identità? Cosa può lacerarti tanto l’animo da spingerti a vivere nei panni di una persona estranea? E, soprattutto, come si può riacquistare l’equilibrio perduto, necessario a poter vivere una vita serena e costruttiva? L’autore ci dà la sua personale risposta attraverso la storia di Daniel e “Selvaggia”. Assolutamente da non perdere.

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images (4)La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Alfredo Betocchi (dicembre 2012)

Bello, bello, bello, non mi stancherò mai di ripeterlo. Un libro davvero appassionante, con alti e bassi, ti porta in cielo e poi ti scaraventa all’inferno con i suoi protagonisti ed i loro sentimenti. E’ un romanzo di un amore impossibile ma fantastico! Leggetelo ve lo raccomando con tutto il cuore! Bravo Giovanni, romano fino all’anima! :)

 

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Manuela ZoiaLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Manuela Zoia (dicembre 2012)

Un libro magnifico, una storia d’amicizia che arricchisce il sentimento passo dopo passo, con la conoscenza e l’approfondimento dei protagonisti. Selvaggia/Martina un personaggio veramente ben riuscito, doppia personalità che porta Daniel ad approfondire il passato di lei, a comprendere le motivazioni per cui la ragazza cosi timida e riservata ha questa metà di essa che si mostra libertina e sfrontata. Una doppia personalità per poter uscire da problematiche gravi come il fatto di sentirsi colpevole per l’incidente accaduto ai suoi genitori.
Descrizioni dei luoghi molto ben curati, dialoghi e pensieri ben estesi e di facile lettura. Un libro che rileggerò con molto piacere. Bravo Giovanni

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3-autori_bigLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Francesca Schirano (dicembre 2012)

Sono rimasta molto colpita da questo romanzo, quando si pensa ad un libro con la doppia personalità ci viene in mente “Dottor Jekyll e Mr Hyde”, ma siamo lontani, questa storia è molto più simile a ciò che succede ai giovani e meno giovani di oggi. Qui l’autore ci dà una chiara visione dei problemi che potrebbe avere nostro figlio o i nostri fratelli e senza che noi ci accorgiamo di niente. La storia comincia con un po’ di stanca, si sente la noia dell’autore fra le righe del primo capitolo e mi ci è voluto un po’ per cercare di non richiuderlo e metterlo fra i libri noiosi. Attraversato lo scoglio delle prime 10 pagine il libro si apre in una storia che comincia a prendere il lettore, quasi come se l’autore crescesse scrivendo. Man a mano che andavo avanti c’era un evoluzione del mio interesse verso questo personaggio di cui mi sono innamorata. Dal titolo sembra che la protagonista sia Selvaggia ma non è così, il vero protagonista è Daniel che con un profondo aultruismo aiuta questa ragazza inizialmente molto antipatica, presuntuosa e forse anche cattivella, ma lui mettendo l’orgoglio da parte l’aiuta ad affrontare il suo problema. Negli ultimi cinque capitoli prima di arrivare ad un dolce e commovente finale c’è un travaglio che mi ha lasciato senza respiro, un susseguirsi di avvenimenti, un esplosione di emozioni contrastanti che mi hanno lasciato gli occhi lucidi per tutto il tempo. Se c’è un aggettivo che si può dedicare al romanzo di selvaggia è “commovente” oltre che originale.

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fiori--300x113La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Lorenzo Carbone (dicembre 2012)

Giovanni Garufi Bozza ci pone davanti a dei temi importanti quali l’identità, la solitudine, e la riscoperta della vita, infatti sarà uno dei protagonisti durante il romanzo a ricominciare ad apprezzarla dopo il fatidico incontro che cambierà tutte le carte in tavola.

L’autore ci fa capire quindi dandoci una serie di spunti di riflessione che viviamo in un mondo in cui tutti per un ragione o per un’altra possono finire per indossare una maschera ed avere esistenze multiple a volte parallele a volte completamente separate.

Leggi tutta la recensione –>

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Ciro Scrivania

La recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Ciro Pinto (novembre 2012)

I Giovani. Il loro mondo, i loro problemi, la loro vita e le loro sofferenze. La fuga. I problemi a volte sono troppo grandi da affrontare, o a volte le regole, gli schemi sono tali che non si riesce a condividerli. Come fuggire?

La psiche. Quale pozzo profondo di verità, quale universo così vasto e imprescrutabile. Niente può eguagliarla!
Questi i tre grandi filoni che costituiscono la struttura del bel romanzo “Selvaggia, i chiaroscuri di personalità” di Giovanni Garufi Bozza, giovane talento alla sua prima opera edita.

Un esordio di spessore per i temi trattati, per la struttura della storia e anche per l’impegno narrativo, trecentodieci pagine ben scritte e che conducono il lettore nei meandri della vicenda senza stancarlo.

C’è la vita quotidiana di giovanissimi alle prese con la loro personalità, ancora tutta in fieri, con il loro futuro, tutto da costruire, con le malinconie da domenica pomeriggio, le paure o l’entusiasmo di affrontare la nuova settimana, che li attende come tutta la loro vita.
C’è il mondo che li circonda, osservato sempre e comunque, quasi qualche volta in forma didascalica, e forse è questo che rende l’opera di Giovanni un’opera trasparente, specchio sincero dell’anima giovane dell’autore, della sua curiosità, del sua ricerca affannosa ed entusiastica delle risposte ai mille perché.

E infine c’è la maschera! Il fulcro centrale del libro, la parte più affascinante del racconto.
Sdoppiarsi, mascherarsi per difendersi dal dolore, per sfuggire alle regole o alle responsabilità, per sentirsi diversi da sé, per continuare nel sogno della fanciullezza.

“L’idea di avere una maschera addosso……lo stimolava ancora di più. Era come avere una barriera protettiva intorno a lui: nessuno lo avrebbe mai riconosciuto conciato a quel modo e perciò poteva permettersi ogni cosa quella sera, alla faccia di ogni tabù!”

Da adulti spesso si indossano maschere per compiacere gli altri, per difendersi, per attaccare. Ma la maschera che indossa un giovane è solo l’estremo tentativo di sfuggire a un vortice che incomincia a succhiarlo inesorabilmente verso la vita adulta, verso la maturità, dove i problemi occorre risolverli, le responsabilità assumerle e le sofferenze affrontarle.

La maschera di Selvaggia è forse la voglia di negare, di sfuggire ma è anche la soluzione creativa e fantastica del suo problema, qualcosa che risiede nella sua psiche, che ne sa molto più della sua ragione. Conflitto ormai secolare che ha riempito tomi e tomi di illustri pareri.

Giovanni Garufi Bozza ci intrattiene con lo stile e i dialoghi dei giovani, con la loro allegria, la malinconia che a volte li assale, la spiritualità che spesso li caratterizza, ma ci prende per mano e pian piano ci porta a spasso nei meandri dell’inconscio.

Un libro che giovani e adulti dovrebbero leggere per capire meglio se stessi.

Ciro Pinto

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La recensione a  Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Elisa Vangelisti (Ottobre 2012)

Come sempre, scrivo la mia recensione a caldo. E mi sto lisciando il pelo come un gatto.

Non so fare le recensioni, in realtà, perché non riesco a essere analitica, quando le emozioni mi escono dallo stomaco e sfarfallano verso l’alto, trascinandomi in un volo immaginario dieci centimetri da terra.
Hai ragione sul finale, quando spieghi che il tuo romanzo non è autobiografico. Hai ragione per il semplice fatto che uno come Daniel non esiste. Per forza, è troppo dolce!
Quanta dolcezza nei suoi litigi, nelle sue frasi imbarazzate, nella sua angoscia e nella tenerezza dell’impulso dettato dall’amore, da un’emozione che non conosce e di cui si rende conto per la prima volta… che immagini vivide ho visto nella mia mente, mentre descrivevi la scena che risolveva tutto, quando il contatto tra i due ragazzi si faceva “vero”, reale, spezzando i cocci di tre esseri e ricomponendoli in due metà che si sono incastrate perfettamente.
Ma la perfezione non esiste e questo è ciò che spiega il romanzo. Siamo esseri imperfetti, in ciò sta la nostra bellezza. Siamo capaci di scomporci e ricomporci creando puzzle sempre nuovi, spiazzando persone e situazioni e – a volte – persino noi stessi. Siamo reali e immaginari, vivi e morti prima del tempo, coraggiosi e inutili, incazzati e disperati. E ogni cosa non dura per sempre, anche quando sembra impossibile che possa andare in un altro modo. Ma quello che resta nel cuore, dentro, è impresso come un marchio e non se ne può andare solo perché guardiamo altrove.
Vorrei descrivere a modo mio le scene che ho preferito, arricchendole dei particolari che la mia fervida fantasia ha fotografato come istantanee scattate con il cuore. Le emozioni che ho rubato alle pagine di questo romanzo mi hanno colorato l’anima, altro che bianco e nero!
Tornando alla realtà, ti ringrazio. Qualcuno sa che anche tu mi hai letta e recensita e ora io sto facendo altrettanto. Magari penseranno che ci siamo messi d’accordo per incensarci a vicenda, ma – onestamente – “nun me ne po’ fregà de meno” (per dirla alla romana… capirete perché leggendolo!). Non posso parlare male di questo romanzo, pur nelle piccole imprecisioni che ho trovato. Ti avevo promesso parecchie domande, cosa che farò in privato.
Un appunto di fondamentale importanza che ti faccio è questo (anche perché, altrimenti, spargerei solo miele rischiando di risultare poco critica!): l’elezione del nuovo Papa. Non è scritta male, non è fuori luogo, svolgendosi i fatti a Roma, ma non la trovo utile per il romanzo. Questa è una cosa che avrei eliminato. Non lo rovina, per l’amor del cielo, ma mi ha fatto l’effetto della pubblicità tra il primo e secondo tempo.
E – per finire – una tirata d’orecchie: un finale così “libertino” mi ha un po’ indispettito, ma non sei né il primo né l’unico a stuzzicare il lettore… pazienza… vorrà dire che ti tedierò all’inverosimile, finchè non mi scriverai il sequel!
Passerò il libro senz’altro a mia figlia e lo consiglierò in giro, come faccio con tutti i libri che mi sono piaciuti. È una bellissima storia d’amore e di crescita, reale, viva, dove non tutto va sempre bene, anzi, ma – alla fine – dove tutto serve.
Aggiungo i commenti che Giovanni ha fatto alla recensione, dopo avergliela fatta leggere.
Mi ha spiegato che il fatto di cronaca narrato è servito come passaggio da una situazione a un’altra, quindi il fatto che io abbia colto questa separazione è voluto.
Il commento sul finale, invece, non ve lo posso dire! Spero che un giorno ci penserà lui. Sono sicura che – con la sua sensibilità – sarà in grado di risolvere molto prima di quanto creda!

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856301_484988214892218_1692774562_oLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Alessandro Vizzino (ottobre 2012)

Una dicotomia patologica, ai limiti dell’eccessivo, pur se mai resa inverosimile dall’autore e tristemente aderente a processi di insicurezza e solitudine che caratterizzano le giovani generazioni di oggi e non solo. Al di sotto di tale sdoppiamento tuttavia, tra Selvaggia e Martina, vive una persona che cova, in modo più o meno recondito, il miraggio che qualcuno sveli la dicotomia, che la conosca e la condivida. Quel qualcuno arriva ed è Daniel, pronto anche a trasformare in parte se stesso, per andare incontro alla duplice compagna Selvaggia/Martina, fino a un finale malinconico e, sulle ultime frasi, forse un po’ onirico, porta lasciata aperta dall’autore affinché fantasia e interpretazione del lettore possano uscire e svilupparsi in piena libertà. È un romanzo d’introspezione psicologica, ma senza pedanterie accademiche. Un romanzo che scivola via in ogni singola pagina, dall’inizio alla fine. È soprattutto una storia d’amore, di un grande amore, che si manifesta in maniera poco convenzionale e, proprio per questo, ancora più vera: l’amore che non tende esclusivamente alla soddisfazione dei propri impulsi ma a quella delle altrui necessità.

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iconicLa recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità di Rosanna Fiorino (ottobre 2012)

Tratto dalla recensione che avevo scritto sul mio blog nel 2011, dopo aver letto la prima edizione del libro:

Un romanzo scritto benissimo, con un’approfondita analisi dei personaggi e delle motivazioni dietro ai loro comportamenti. (By the way, l’autore è laureato in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, nonché in Psicologia del Benessere nel Corso di Vita).

Un libro verso cui ho provato un’empatia e un coinvolgimento totale sin dalle prime pagine… (e non capita spesso!!)

Leggi tutta la recensione –>

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La recensione a Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità su ScritturaMania.it (giugno 2011)

“Cosa dire di me? Ho 25 anni, vivo a Roma, e sono laureato in Psicologia. Amo parlare con la gente, conoscerla, scendere ed esplorare ogni luogo e situazione. Perchè ogni frase, ogni parola, ogni sguardo o gesto possono essere la base per costruire attorno una bellissima storia: la nostra storia”

Queste parole, cari “scrittura-maniaci”, appartengono al profilo dell’autore Giovanni Garufi Bozza, che ha una sua pagina anche su facebook, oltre ad essere registrato, per l’appunto, sul sito di self-publishing “ilmiolibro.it”, tramite il quale ha stampato il romanzo, oggetto del’articolo odierno: “Selvaggia”.

Il protagonista della sua opera, Daniel, è uno studente di psicologia al primo anno che, navigando in internet, in una noiosa domenica pomeriggio, si imbatte in un blog dai contenuti molto particolari che cattura,in maniera irreversibile, la sua attenzione.

Quindi, se vi interessano le storie a sfondo psicologico, ricche di chiaroscuri e di mistero, questo libro, scritto con stile semplice e vivace, fa decisamente per voi.

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