La mia radiointervista a Dario Gigante, autore di “Fior della tua pianta”

Caro Visitatore,

recentemente ho recensito Fior della tua pianta, uno splendido romanzo di Dario Gigante, che oggi è venuto a trovarci per la ventisettesima puntata di Crisalide.

Assieme a lui vedremo le cause e gli effetti dell’invidia di un padre verso un figlio, torneremo indietro nel tempo alla Trieste di Italo Svevo, e cammineremo assieme al protagonista Amedeo tra le pagine di questo splendido libro.

Un inveterato luogo comune pretende che i genitori desiderino sempre il meglio per i loro figli, con incondizionato trasporto. Può un genitore, al contrario, invidiare il successo del figlio? E quali conseguenze può suscitare l’invidia? Questi due interrogativi costituiscono l’ossatura di Fior della tua pianta, romanzo breve che deriva il titolo da una deformazione del celebre verso carducciano. La storia ha come ambientazione la Trieste asburgica di fine Ottocento: un decennio cruciale per la città, che ha da poco assistito alla revoca del porto franco e sta attraversando una stagione di repentini mutamenti socio-economici. L’irredentismo leva la sua voce; Italo Svevo pubblica Una vita e Senilità senza che nessuno, o quasi, se ne accorga.

Buon ascolto!

 GGB

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La mia radiointervista a Tommaso Occhiogrosso, autore di “Metà carne, metà ricordo”

booksCaro Visitatore,

il romanzo che ti presento oggi, nella XXVII puntata di Crisalide, è di Tommaso Occhiogrosso e si intitola Metà carne, metà ricordo.

Hektor è un artista di candele. La sua bottega in via dei Martiri pare un luogo di culto, a volte tetro, a volte luminoso. I suoi clienti non sono acquirenti qualsiasi, sono anime. Nel covo del candelaio si illuminano vite e zone scure, si raccontano solitudini e speranze. A far luce sulle verità c’è Hektor, abbandonato da piccolo alla cura dei nonni. E c’è il suo gemello mai nato: la malattia. Hektor è un borderline. O bianco, o nero. Come l’arte delle sue candele. Tra Carne (i clienti, il presente) e Ricordo (il passato, la malattia) giunge zia Sara, una psicologa con un passato da farsi perdonare. Attraverso i clienti della bottega, conoscerà Hektor e la sua malattia, tentando di ricucire una ferita lunga una vita.

Una ventina di minuti di intervista, in cui Tommaso è riuscito a dire tutto, incuriosendo me e l’ascoltatore.

Ma, soprattutto, venti minuti in cui siamo riusciti a creare moltissime connessioni, ragionando in modo sistemico, con un’empatia difficile da trovare al telefono. Riascoltando l’intervista, mi sono stupito di quante ne abbiamo trovate, parlando poi di una patologia, come quella borderline, che rompe le relazioni.

Non mi perdo in chiacchiere, perché Tommaso ha detto tutto e ha comunicato le giuste emozioni, e difficilmente potrei aggiungere altro.  ;)

Buon ascolto!

GGB