La mia radiointervista a Vanina Sortorio, autrice di “Racconti e disincanti”

Racconti e disincantiCaro Visitatore,

col nuovo anno tornano le puntate di Crisalide. E nella quarta di questa edizione incontriamo Vanina Sortorio, autrice di Racconti e disincanti, un’antologia che personalmente non vedo l’ora di leggere, in cui vengono affrontate diverse sfumature dell’animo umano, in cui tutti possiamo ritrovarci.

I racconti che danno vita al libro non temono di fotografare il lato oscuro della personalità dei soggetti prescelti, risultando tragicamente attuali, se letti in parallelo con le ricorrenze degli accaduti narrati sulle cronache. La depressione post partum con il lento smarrimento dell’equilibrio di coppia, la scoperta della sessualità nella diversa abilità, la devozione verso l’anziana madre ammalata che si tramuta in odio e auto-annientamento, un imbarazzante colloquio di lavoro in cui i due protagonisti fanno finta di non conoscersi, l’angoscioso approssimarsi degli “anta”, il cibo come stabilizzatore di squilibri affettivi, feticismo e sesso violento contro voglia di serenità familiare, la noia e l’oblio del post sbornia, la fugacità di un bel ricordo, la morte e il tempo che passa sono i temi caratterizzanti. Gli scenari prescelti variano, presentando situazioni comuni, con cui è però difficile regolare i conti. Due elementi sono cari agli stati d’animo sommersi, perpetuamente tesi in una sofferenza “regolare”, non provocata da eventi speciali, ma connaturata a una certa indole, a una condizione, a un’incomprensione di fondo, a un accavallarsi di circostanze sfavorevoli.

Buon ascolto!

 GGB

Se l’articolo ti è piaciuto, regala un like ai miei romanzi:

Create your own banner at mybannermaker.com!

Create your own banner at mybannermaker.com!

FacebookCondividi

La reverse literature: la solita minestra letta al contrario

Caro Visitatore,

è recentemente uscito un mio nuovo articolo sul sito del Club del libro.

Si intitola:

La Reverse Literature: come apprezzare la (solita) minestra girata al contrario

Si è di fronte a una nuova moda letteraria che sembra essere sul punto di diventare dilagante, quella dei libri scritti da altri punti di vista, che qui chiameremo Reverse Literature.

La moda è partita dall’autrice erotica più sfumata del momento, E. L. James, che avendo probabilmente terminato la gamma dei colori a sua disposizione e non avendo più donne da sodomizzare, ha pensato bene di scrivere la stessa storia mutando il punto di vista, indossando i panni del sensualissimo dominatore narciso Grey.

Nota: l’articolo può essere letto anche al contrario, girando il monitor del PC, del tablet, del cellulare o mettendosi a testa in giù. Sarà lo stesso articolo, ma letto in modo creativo…

Continua a leggere sul sito del club del libro–>

La mia recensione a “Scimmie e Angeli”, di Lorenzo Ghimenti

537618_128103440682747_1612279414_n-225x300Caro Visitatore,

oggi ti presento un romanzo letto qualche tempo fa, di un giovane autore romano, che mi ha davvero colpito. Sto aspettando l’uscita del suo secondo libro, che non vedo l’ora di leggere, essendo il proseguo.

Dove poi trovare il libro?

Puoi trovarlo a questo link.

Chi è l’autore?

Puoi scoprire tutto su Lorenzo e sul suo testo, attraverso questa intervista.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=nhf9vsQhoGE&w=560&h=315]

La mia recensione:

Un romanzo giovane, fresco, vitale, che descrive la Roma di oggi. Una storia che coinvolge il lettore, facendolo entrare nelle sfumature profonde dei personaggi.

Lorenzo Ghimenti studia all’accademia di belle arti e il romanzo lo dimostra: quelle che crea, nella cornice della Roma bene, è una vera e propria sfumatura di colori, tratteggiati con arte e perizia per descrivere le personalità dei protagonisti e la loro bellezza, interna ed esterna.

Abbiamo Daniele, tanto bello esteriormente, quanto bullo e ignorante interiormente. Lo splendore adonico esterno, sfuma in un nero interiore, che denota la sua brutalità, la sua rabbia, la sua ignoranza. Non è una persona cattiva, Daniele, è solo convinto che il mondo possa essere conquistato, utilizzando solo il corpo come arma, alla stregua degli animali.

Al polo opposto Lorenzo gioca con le sfumature di colori per creare Alfredo. La bellezza qui è tutta interiore: il ragazzo ama la poesia, la musica, l’arte, il pianoforte. Alfredo sembra quasi un personaggio settecentesco costretto a vivere in un epoca non sua. Lorenzo rende scure le sfumature nel tratteggiare la fisicità di questo ragazzo: è goffo, impacciato, e piuttosto bruttarello.

Bellezza interiore ed esteriore a confronto. Ognuno soffre per una mancanza (cultura o fisicità), ognuno si aggrappa alle sue risorse (corpo o mente), per affrontare la difficile vita dei giovani adulti.

E in mezzo Flaminia, personaggio su cui Lorenzo sembra portare un trionfo di colori, facendola risplendere come una Beatrice dantesca.

Tre personaggi in cerca della loro strada, del loro cammino di crescita, battendo vie diverse.

Un vero e proprio quadro di sfumature, che si può osservare da angolazioni diverse.

La bravura di Lorenzo è notevole, non cade mai di tono, coinvolge in tutte le pagine, è sempre fluido e capace di passare dal romanesco a uno stile più alto, a seconda del personaggio che è in scena in quel momento.

Consigliato per tutti coloro che vogliono conoscere i giovani di Roma, e non solo, affacciarsi alle loro gioie, alle loro speranze, alle loro sfumature. Consigliato a chi è in cerca della sua strada, a chi continua a chiedersi se vale più la bellezza interiore o esteriore, se è il corpo a darci la via, o la nostra cultura. E magari si scoprirà che il corpo è niente senza la mente, e la mente è niente senza il corpo… chissà? ;)

Bravo Lorenzo, e datti una mossa a pubblicare il secondo libro, sennò vengo a cercarti sotto casa! Non è una minaccia, ma una promessa! ;)

GGB