Per rispondere a qualche bellissima e profonda domanda…

intervista

Caro Visitatore,
oggi scrivo per rispondere ad una domanda, anzi a più domande che una mia lettrice,
nonché autrice bravissima, mi ha posto via sms dopo aver letto il mio romanzo
Selvaggia, I Chiaroscuri di Personalità.

Si tratta di Francesca Schirano, giovane autrice fiorentina con cui ho avuto il piacere di partecipare alle presentazioni di Firenze, Napoli e Roma (Sto leggendo il suo romanzo, Mrs Writer, che vi consiglio assolutamente. Io me lo sto letteralmente gustando! Un thriller che coinvolge nientemeno che la famiglia Medici, pur svolgendosi ai nostri giorni.)

Queste le domande:

Cosa spinge Daniel ad innamorarsi di Selvaggia? Il potente desiderio di riuscire ad essere un bravo
psicologo? E’ una sfida inconscia che fa con sé stesso… Con te stesso?

Appena le ho lette ho pensato… però, che domandone!! :D

Senza anticipare su come evolve la storia. rispondo punto per punto con questo post, dato che queste domande, per la loro profondità, meritano una riposta articolata.

Rispondo nell’ordine.

Cosa spinge Daniel ad innamorarsi di Selvaggia?

Ecco la domanda che mi mette più in crisi: come spiegare la nascita di un sentimento?
E come spiegarla soprattutto per un protagonista, Daniel, che come traspare dalle prime pagine non crede nell’amore? Daniel e Selvaggia si conoscono in due situazioni diverse. Nella veste di Martina la incontrerà all’università, rimanendo impressionato dalla sua freddezza e antipatia. Nelle vesti di Selvaggia la incontrerà nel locale dark (il Jungle) dove ella lo coinvolgerà in un fuoco di passione tra danze e baci. Sarà solo un gioco, almeno da parte della ragazza, che scomparirà da un momento all’altro dal locale. La testardaggine prima e la voglia di capire il segreto della doppia personalità della ragazza poi, spinge Daniel a comprendere il mistero profondo di Selvaggia. E’ nel conoscerla che imparerà ad amarla, trascinato dal vortice coinvolgente della ragazza che lo farà passare dall’estremo razionalismo al contatto con i suoi sentimenti e le sue emozioni, che gli insegneranno l’amore. Perciò è proprio la ragazza stessa a farlo innamorare trascinandolo dalla razionalità alla sana follia delle emozioni.

Il potente desiderio che riuscire ad essere un bravo psicologo?

Inizialmente Daniel tira fuori la valigetta del piccolo psicologo inesperto per comprendere Selvaggia. In questa valigetta è palese che non ci sono ancora gli strumenti adatti a comprendere la ragazza. Il desiderio di essere un bravo psicologo è grande, e credo traspaia, ma non così potente. Più potente è la voglia di capire la ragazza, data l’attrazione che prova per lei e per la sua storia. Come direbbe un altro mio lettore, tutto ruota attorno alla sindrome da crocerossina di cui si ammala Daniel, conoscendo la ragazza.

E’ una sfida inconscia che fa con sé stesso…?

Le sfide che Daniel fa con sé stesso sono tante ma credo non siano inconsce ma ben consapevoli.
La sfida è accettare quella ragazza con il suo mondo contraddittorio, evitare di giudicarla. La sfida è mantenere il rapporto con lei, sbattendo la testa contro il muro della razionalità. L’unica sfida inconscia è probabilmente lo stesso innamoramento, il comprendere le emozioni e i sentimenti che prova superando quell’impasse nella razionalità che non gli permette né di comprenderla né di chiamare quel sentimento Amore.

Con te stesso?

Se somigliassi a Daniel e avessi il suo carattere… chissà! ;)

GGB

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Io e Selvaggia a Roma: Come back home!

Presentazione Roma

Caro Visitatore,

condivido con te il ritorno a casa di Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità. Il 2 dicembre ho finalmente presentato il libro a Roma, la mia città natale e il contesto dove si snoda tutta la storia.

Ore 18:00, ci ritroviamo tutti a via Urbana, 107 a due passi dalla metro Cavour. E’ una bottega
equo e solidale, che ha all’interno un piccolo cinema, il luogo ideale per presentare un libro e per proiettare i video trailer.

Apre le danze Francesca Schirano, emozionata a presentare la sua opera Mrs Writer, un thriller
storico che coinvolge l’illustre famiglia dei Medici, trasferendola ai giorni attuali, tra gli intrighi
del G8, la crisi greca e il potere delle banche internazionali. Sto per leggere il suo romanzo, non vedo l’ora di iniziarlo e di scoprire la fantomatica identità di un certo Lorenzo dei Medici, comparso
nei nostri giorni (la famiglia si estinse senza eredi secoli fa).

Segue poi il fantastico Ciro Pinto, che con la sua simpatia fa innamorare la platea dei presenti
de Il Problema di Ivana. Ho già letto e recensito il suo romanzo, intervistando anche Ciro per
il programma radiofonico Crisalide. E’ un’opera tridimensionale, come l’ha definita giustamente Vizzino, capace di trasmettere al lettore persino gli odori e i sapori della Toscana, e capace di stimolare profonde riflessioni sulla crisi attuale.

Tocca poi a me, e si parte dal proiettare il mio video trailer. Vederlo proiettato su uno schermoA R!
cinematografico, seduto su una comoda poltrona… beh… fa tutto un altro effetto!
Ti narro questo aneddoto: mentre Ciro e Francesca presentavano, avevano davanti a loro
tutti e quattro il libro esposti. Il mio è stato l’unico a cadere e lo ha fatto per tre volte.
Naturalmente sono partito da questo per la presentazione: Selvaggia è emozionata quanto me
oggi, di tornare a casa, dopo le presentazioni di Firenze e Napoli. Per fortuna sviene lei e non io! :D

La prima cosa che faccio è ringraziare Alessandro Vizzino, il mio editore, per avermi dato la
possibilità di presentare il mio libro in giro per il centro Italia. Spero di non fermarmi, ma quello che
ho ottenuto è già tanto. E poi segue un ringraziamento speciale, che finalmente riesco a fare: due anni fa, il 26 dicembre del 2010, nacque per la prima volta la copertina del mio libro. La vidi uscire dalle mani esperte di Lorena Pavia, la mia amica fumettista e disegnatrice, che tracciavano veloci sul foglio la sua fisionomia e i suoi chiaroscuri. Vidi così nascere Selvaggia e nella penombra Martina. L’una mora, l’altra bionda, entrambe con in mano una rosa, quella che dà inizio a tutto l’intreccio narrativo. Io adoro questo ritratto, e la presenza di Lorena Pavia alla presentazione, mi ha dato modo di ringraziarla pubblicamente, tra gli applausi della gente.

E poi si parte con lo show: ormai io Alessandro siamo collaudati e riusciamo a raccontare il libro con molti più aneddoti: per esempio, uno dei locali dark in cui i due protagonisti si recano è a due passi da dove ho presentato il libro. ;)

E’ stata l’unica volta che non ho specificato di essere emozionato, forse perché per una volta mi sentivo a mio agio, e volevo dare il massimo.

E’ andata molto bene, alle persone è piaciuto o almeno così mi è sembrato dai commenti post presentazione.

Chiude con i fuochi d’artificio Paolo Tosi con il suo Contatto, un saggio di musica divertente e brioso, che riesce a presentare con una simpatia fuori dal comune, leggendo dei brani che catturano il pubblico per la loro freschezza e per il divertimento che sanno suscitare.  Compro il suo libro e voglio leggerlo il prima possibile: è per tutti, non serve essere esperti o patiti di musica per gustarlo :)

Alla fine si alza dal pubblico una persona che riassume la bellezza di questa presentazione in un modo straordinario:
Lo avete notato? La tematica centrale di oggi è il doppio! Francesca ha parlato di una storia in cui
c’è un’identità nascosta di un certo Lorenzo dei Medici. Ciro contrappone alla calma e alla bellezza di Cetona, la peste di Milano dovuta alla crisi. Il romanzo di Giovanni parla di due personalità. Dalla mia posizione, voi non potete vederli, ma io sì, vedo sulla destra il ritratto di un vecchio morente e a sinistra l’immagine di superman. Oggi tutto parla di doppio. E sul finale il libro di Paolo, che non a caso si chiama Contatto!

Bellissima metafora. Se non fossi stato tra gli organizzatori della presentazione, direi che è stato quasi fatto apposta ;)

E si chiude la serata con un eccellente aperitivo.

Prossima tappa, questa volta per Crisalide, Jesi!
Sabato 8 dicembre, ore 18 ;)

Un saluto! :D

GGB