La mia recensione a “Quella volta che sono morta”, di Cetta De Luca

Caro Visitatore,

Oggi vado a presentarti Quella volta che sono morta di Cetta De Luca.

C’è stato un giorno che sono morta. Per 12 minuti. Oddio, io non lo so se sono stati 12 minuti. Me l’hanno detto. Io ero morta. Pare che ti cambi la vita quando sei morta. Eh, certo. Quanto meno non sei più viva. E io lo sono stata, non-viva, per 12 minuti. E non mi ricordo niente!

Comprato a 1 euro on line a una presentazione (sì, perché si possono vendere anche gli ebook durante una presentazione, leggi qui) mi è arrivato dopo poche ore.

Già il titolo era stato sufficiente a incuriosirmi. Se ci pensi è ambiguo al punto giusto:  chi può raccontare quella volta che è morto? Ed è anche un titolo carico di ottimismo. Se puoi raccontarlo, stai bene ;-)

Da notare lo stile, perché, siamo sinceri, Cetta ha dimostrato di essere una scrittrice camaleonte. È difficile trovare lo stesso stile nei suoi scritti. Forse quest’ultimo si avvicina a Io, l’ascensore e tu (se proprio vogliamo azzardare una somiglianza): ironico, leggero, con frasi brevi e spesso persino brevissime. (Psss: clicca sul link, è in lettura gratis :D )

La componente psicologica, basata sull’autoriflessione e sulle metafore, è centrale, ma Cetta non esce mai dal seminato delle sue competenze. Non si improvvisa, come talvolta accade a qualche autore tracotante, esperta di psicologia. Evita furbescamente di andare oltre ciò che sa, e la giusta misura credo debba far parte del bagaglio di ogni autore.

Lei predilige l’immagine, la metafora, per porsi le giuste domande, quelle che stimolano una riflessione nella terapia. Ho molto apprezzato l’immagine in cui la protagonista dice di aver percorso l’autostrada della sua vita al contrario, di credere di essere stata una freccia rossa e di essersi scoperta un rapido di segni trovati nella carrozzeria. Un percorso che voleva correre rapidamente, per opporsi alla psicanalista. Ma i ricordi hanno il loro ruolo. E infatti arriva inesorabile la domanda: e ora tutti questi ricordi della mia vita dove li metto? Si sente soffocare, non c è spazio nei cassetti. Spesso non facciamo spazio e ci rempiamo. Come usiamo i ricordi per non soffocarci ma per dare energia? Perché li percorriamo correndo, senza soffermarci? Se il presente sfugge e il futuro arriva troppo presto, perché far correre anche il passato a ritroso?

Ah, non ho specificato il motivo per cui la protagonista va in analisi: il suo ossessivo bisogno di farsi ipnotizzare per sapere cosa ha visto e sentito quando ha perso conoscenza per 12 minuti (quella volta che è morta, da qui il titolo).

E a proposito di ossessione e compulsione, mi ha fatto riflettere una frase. Ci riflettevo sul senso delle mie compulsioni. Ero sicura che si trattasse di questo, non di insicurezza. Perché, non sono forse legate le due cose (insicurezza e compulsione)?

E a proposito di citazioni, da non perdere questa: Chiedere aiuto. Io. È così che inizia l isolamento. Non sono gli altri che ti ci mettono. Ci vai da sola. Ti metti in castigo da sola per orgoglio, per dimostrare  he sei brava e forte, o magari perché pensi che gli altri non siano all’altezza di aiutarti. (…) ti fai le domande, ti dai le risposte, nessun contraddittorio, nessuno che sta li a giudicare. Tranne te stessa. Che sei il peggior giudice.

Ha perfettamente ragione, e spesso ritrovo in molti questa tendenza.

Ti ho parlato di ironia, e come non considerare l’odio ossessivo per le righe di terza elementare, la causa, a dir di Cetta, della grafia orrenda alla medico? E pensare che io adoravo le righe minuscole della terza elementare… poi mi sono ritrovato con una grafia orrenda (uno a zero per Cetta). O ancora, la fissazione sui ghirigori che traccia sui post-it, stando al telefono. La vera ironia dell’autrice è nel saper saltare da un argomento all’altro mantenendo una coerenza di fondo.

E poi, finalmente, arriva l’ipnosi, con pagine molto introspettive, piena di immagini e metafore, con dei bei spunti di riflessione.
E descrive l’irreale. Non è facile, implicitamente si scende a patti con il lettore. Il compromesso è accettare che possa succedere di tutto. Una sola immagine può far venire fuori mille significati diversi. Quanti autori hanno tirato fuori, nell’irreale, storie in cui il lettore finiva per perdersi, a tal punto che per ritrovarsi chiudeva il libro?

Cetta, in fondo, è andata anche troppo cauta. Forse ha giocato poco col lettore, ha reso l’irreale un po’ scontato nei contorni.

E arrivano infine gli insight.

Forse sono questo i miei ghirogori sui post-it. Maglie fittissime che imprigionano le sensazioni che non posso controllare.
Senza volerlo (o sapendolo?) ci ha preso! La psicoterapia è proprio questo: allargare le maglie.

E ancora: Mollare è vivere leggeri, non tirare la corda, assaporare le emozioni senza aspettative. Così magari succede. Succede che la vita ti sorprende. Volesse il cielo di riuscirci, di scendere a patti con la vita lasciandole il compito di stupirci. Perdere, per l’appunto, quel controllo ossessivo su ciò che ci circonda.

E infine, l’insight più profondo (perdona il gioco di parole): nulla si perde quando è ben ancorato dentro di noi (…) mi sono data per scontata e sono morta. (…) Ho dovuto salvarmi. Recuperare la fiducia negli altri. E in me stessa. E restituirmi le ali. (…) Volare è accettare il rischio di vivere, senza avere il controllo. Solo la direzione.

Due cose mi hanno stupito. La prima è la capacità di usare i punti singoli quasi fossero puntini di sospensione (vedi, Cetta, che anche gli editing più duri insegnano qualcosa? A buon intenditor, poche parole,  col punto finale!)

La seconda è una riflessione sul silenzio: Non esiste il silenzio. È sufficiente che ci sia un solo cuore che batte. Ne sentiamo il suono, il ritmo. A volte è frastruono. Meglio così, vuol dire che c’è vita. Non ci avevo mai pensato.

Avrai capito, Visitatore, che è un libro da leggere, perché imprevedibile, ironico, cinico ed elegante.

Ma, al di là dello stile camaleontico di cui ti ho accennato poco fa, ecco una tendenza che di Cetta si ritrova in ogni scritto: la sua presenza. Nella protagonista ho visto lei, c’è poco da fare, come già l’avevo vista in Nata in una casa di donne e in Colui che ritorna.

E qui la sfida che le lancio da lettore: esci da te stessa, portami lontano da te, scrivi qualcosa che non ti appartenga. Perdi il controllo, come ti sei ripromessa in questo ultimo scritto.

Cetta! Esci da questo libro! ;-)

GGB

FacebookCondividi

Più Libri, più liberi, qualche foto per te dai 23 di NBA ;)

Caro Visitatore,

Sono reduce dalla fiera di Roma Più libri, più liberi. Un’esperienza bellissima e faticosa: siamo stati 23 autori portatori di un cambiamento, siamo stati alla fiera dell’editoria senza case editrici.

Una piccola rivoluzione storica, che vuole avvicinare gli autori ai lettori, che vuole premiare tutte le buone pratiche e professionalità che gravitano attorno alla stesura di un buon libro: scrittura, grafica, editing, promozione.

Ti confesso che è stato faticoso, ma dopo mesi di lavoro alle spalle, possiamo registrare un piccolo successo e imparare da piccoli errori.

Devo ringraziare in primis Cetta De Luca, leader e promotrice di questa idea, ma anche le capacità organizzative di Serena Zonca, persone che ti consiglio di aggiungere su facebook. Puoi mettere il tuo mi piace a questa pagina e iscriverti a questo gruppo, per partecipare anche tu a future imprese, per apprendere al meglio la promozione, ma soprattutto per stare in rete (cosa più importante: rete intesa come internet, ma anche rete umana e sociale).

Abbiamo organizzato tutto tramite rete, dividendoci i compiti, cooperando, venendo da ogni angolo dell’Italia e qualcuno anche dall’estero.

Qui di seguito puoi vedere le foto della fiera e i nostri testi. C’è narrativa, poesia, saggistica, poesia e molto altro, per ogni palato ;-)
Buona visione.

GGB

 [fsg_gallery id=”2″]

Portiamo la rivoluzione alla Fiera del Libro di Roma!

NBA_fronteCaro Visitatore,

Di seguito un comunicato che sta girando per i canali di informazione vari on line e cartacei, di livello locale o nazionale.

Ho l’onore di far parte di un gruppo di 23 narratori, poeti, saggisti, redattori, traduttori e promotori editoriali che avranno uno stand proprio alla fiera della piccola e media editoria di Roma. Una piccola rivoluzione, per un grande cambiamento.

Mi troverai assieme a loro allo stand A24.

Di seguito maggiori informazioni, qui a destra il programma :)

 

SELF-PUBLISHER E AUTORI INDIPENDENTI

ALLA FIERA DELL’EDITORIA

Più libri, più liberi – Fiera nazionale della piccola e media editoria

Palazzo dei Congressi dell’EUR, piazzale Kennedy, 1, Roma – 5-8 dicembre 2013

STAND A 24 – FUIS

 

Per la PRIMA VOLTA in Italia, un gruppo di autori che si autopubblicano o autopromuovono e di professionisti del settore si presenta DA SOLO, senza case editrici alle spalle a PIÙ LIBRI, PIÙ LIBERI, fiera nazionale della piccola e media editoria (Roma, Palazzo dei Congressi, dal 5 all’8 dicembre 2013).

Obiettivo: offrire, da indipendenti, un libro di qualità al lettore.

Un’arte concentrata sui contenuti e sull’autonomia. Questo vuole indicare l’acronimo NBA- No Brand Art scelto da 23 narratori, poeti, saggisti, redattori, traduttori e promotori editoriali che – sulle orme di colleghi di altri Paesi – parteciperanno alla XII edizione di “Più libri, più liberi”, fiera nazionale della piccola e media editoria. L’intento è quello di incontrare i lettori e portare la propria esperienza di self-publishing e, per chi pubblica con casa editrice, di autopromozione in un contesto professionale.

NBA_retroIl self-publishing permette di accedere alla pubblicazione gestendone direttamente tutte le fasi con l’ausilio di professionisti e di integrare con la propria attività di promozione quella offerta dall’editoria tradizionale. A questo si aggiunga l’opportunità di accedere, attraverso la traduzione, a mercati potenzialmente sconfinati grazie ai canali di vendita online.

Gli autori presenti allo stand non sono contro o a favore rispetto ai vari metodi di pubblicazione e divulgazione. Operano le loro scelte nell’interesse dei lettori e, da imprenditori di se stessi, stanno imparando a fare bei libri, ben scritti, bene editati e impaginati, con copertine di qualità paragonabile a quelle delle case editrici avvalendosi di professionisti seri, quali redattori, traduttori e grafici, per stabilire un patto di fiducia con il lettore.

B.C. Craven, nel Giuramento del narratore contento, scrive: “Penserò al mondo che vuole rappresentarsi tramite me, e penserò al lettore che deve godere della rappresentazione.”

Attraverso autopubblicazione e autopromozione gli autori sperimentano inoltre nuovi modi di fare editoria e nuovi generi e formati (libri interattivi, e-book). Attraverso molteplici canali portano il libro al lettore e dialogano direttamente con lui. I lettori in cerca di nuovi talenti da scoprire troveranno, nelle opere degli autori indipendenti di qualità, un ricco bacino di libri originali, facilmente reperibili e dei generi più vari. Di questo e delle problematiche dell’autopubblicazione si parlerà nel corso della conferenza “Gli autori indipendenti, il self-publishing e le nuove frontiere dell’editoria” che si terrà allo stand A24 sabato 7 dicembre alle ore 16 in collaborazione con FUIS.

Per contatti e informazioni:

Cetta De Luca, sedcetta@gmail.com

Serena Zonca, serena.zonca@tiscali.it

Giovanni Garufi Bozza giovanni.garufibozza@gmail.com

La presentazione di Selvaggia alla serata del Libro del Martedì Live.

559623_511397175583305_1165056007_n

Caro Visitatore,

oggi voglio stendere queste righe per raccontarti la presentazione di Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, che è avvenuta a Roma a fine luglio, alla festa democratica di Roma. La serata si intitolava Il libro del martedì live, ed è il secondo appuntamento organizzato da questo gruppo di lettori per presentare gli autori emergenti. Un grosso grazie va a Ilaria, per aver organizzato e presentato l’evento.

ilaria

Presto replicheremo. Parlo con la prima persona plurale non perché presenterò Selvaggia, ma perché ho iniziato da mesi a far parte anche io di questo gruppo di lettori e mi coordinerò con Ilaria, come già fatto per questa presentazione, per organizzare nuovi eventi che promuovano live gli emergenti e le loro opere.

Breve scaletta di chi ha partecipato:

Giuseppe di Costanzo, con Tutto tranne l’amore.

Antonia Dininno, con 200 secondi.

Anna Maria Sanfile, con Il vero e il suo segreto.

Cetta de Luca, con Nata in una casa di donne.

Giovanni Garufi Bozza, con Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità.

Favio Carlini, con Downtown

libro liveBene, è stata quasi una serata al cardiopalma, almeno nelle fasi iniziali. Hai presente le cose belle della diretta, quei piccoli ostacoli che capitano sempre quando sei tu, proprio tu, a organizzare?

Ecco, è successo di tutto. Dal palco ancora spento, senza audio e senza luci al nostro arrivo, e alla caccia all’uomo per tutta la festa per trovare il tecnico che sapeva accendere tutto il baraccone. Dopodiché seconda caccia al tesoro per scovare le sedie, perché proprio quella sera, ovviamente, avevano deciso di organizzare due mega eventi proprio di fronte a noi, e c’è stata la carica di persone che, finché non si sono resi conto che anche dal nostro palco ci sarebbe stata una presentazione, continuavano a prendere le poche sedie e a portarle di fronte. Più ne trovavi in giro per la festa e le portavi in loco, più sparivano.

1001538_10201774787200864_1129649630_nNonostante questi piccoli handicap iniziali, la serata ha preso il via e grazie alla spontaneità di Ilaria ciascuno di noi è riuscito a presentare al meglio il proprio romanzo, con un flusso di gente che si fermava ad assistere. Una quarantina di persone fisse davanti le abbiamo avute sempre. Sconosciuti: ciascuno di noi aveva portato poche persone.

Il bello di presentare in un luogo già di per sé frequentato da persone ;)

375656_10201774795921082_1871068234_nBene, non ti ammorbo con il racconto della mia presentazione (ti dico solo che con la fatica fatta all’inizio tra sedie e caccia al famoso tecnico del palco, avevo le energie a zero). Voglio però riportarti una domanda che mi è stata posta da Giuseppe di Costanzo, che ha letto il mio romanzo nelle settimane antecedenti alla presentazione.

Mi ha detto di aver apprezzato il modo quasi irrealistico con cui i tre personaggi del mio romanzo (Daniel, Selvaggia e Martina) si incontrano. Un modo talmente irreale da sembrare invece reale, perché la vita è piena di coincidenze inaspettate. Mi ha chiesto se questo irrealismo, da lui apprezzato, fosse voluto oppure no.

Selvaggia, di Giovanni Garufi BozzaÈ voluto. Probabilmente avrei potuto giocare di più con i tre personaggi, svelare solo alla fine il nodo centrale, ovvero la doppia personalità di Selvaggia/Martina, eppure dall’inizio non si fa mistero che Daniel conoscerà subito entrambe e che la ragazza ha questa patologia. È una scelta voluta perché la Gestalt che a me interessava mostrare al lettore è il perché questa ragazza sia doppia. Tutto ciò che c’è da scoprire è il motivo della doppiezza e di questa maschera che Martina ha deciso di indossare, è un viaggio vorticoso assieme a Daniel nel mondo matto e contraddittorio di questa ragazza. Le domandw che volevo che il lettore si ponessero di fronte a questo testo sono: chi è Selvaggia, perché soffre di doppia personalità, come l’autore scioglierà tutto questo viluppo?

Il resto fa da sfondo, serve unicamente per esaltare le immagini che volevo mostrare al lettore. Ecco perché Daniel, Martina e Selvaggia si incontrano subito, grazie a una serie di coincidenze talmente irrealistiche da essere reali ;)

969782_10201774785440820_2044665137_nGrazie a Giuseppe per questa domanda e questo commento, grazie agli autori che hanno preso parte a questa presentazione, grazie a Ilaria e alla sua spontaneità (sembra nata per stare sul palco sotto i riflettori, beata lei!) e naturalmente grazie a chi è venuto ad ascoltarci, per un breve attimo o per tutta la serata.

Da ultimo, mi piace ricordare che questa serata è stata dedicata a un giovane ragazzo che spesso frequentava la festa democratica e faceva politica assieme a me e ai tanti ragazzi iscritto alla giovanile del PD Roma: Federico Mancini, un ventenne che un tragico, inaspettato e immotivato blocco del cuore ha fatto volare in cielo.

Siamo piccoli soffi di vita che spesso una folata di vento inaspettata fa volare via.

Ciao Federico!

GGB

 

Le bellissime parole di Cetta De Luca, il mio regalo per te!

CettaCaro Visitatore,

ci sono dei momenti in cui devi cedere il passo, e lasciare che parli chi ha più parole di te.

Spesso tra i post di questo blog, ho cercato di esprimere come considerassi lo scrivere un mettersi in relazione. Spesso l’ho fatto come critica, nel vedere tanti scrittori condividere in modo quasi ossessivo compulsivo i link del proprio romanzo, senza minimamente considerare quelli degli altri, nella presunzione che bastasse mettere informazioni sul proprio scritto, per avere centinaia di lettori.

Ho cercato di dare l’esempio, condividendo le interviste e le recensioni che costruivo per gli altri, praticamente riducendo lo spazio per i post dedicati al mio libro a una condivisione al mese (a volte due o tre…). E anche in quel caso, ho preferito spesso lasciar parlare le recensioni, più che fare una sterile condivisione del romanzo.

Ho poi cercato di dare un consiglio positivo, ribadendo che scrivere è essere in relazione, che il fatto di aver pubblicato non mette qualcuno sopra all’altro. Si condivide qualcosa di proprio, lo si deve fare con estrema umiltà, e lo si può fare solo se prima di tutto si è lettori aperti e curiosi; se prima di pubblicare un post sul proprio romanzo, si dà spazio agli altri da cui si può crescere e apprendere.

Ma mai avevo trovato delle parole così belle sui fogli bianchi che tanto amiamo, che ci mettono in relazione con chi ci legge, e con chi scrive per noi, per renderci lettori appassionati.

Stavo scrivendo un articolo stasera. Ho rinunciato quando mi è arrivato l’avviso di un post sul blog di Cetta De Luca. L’ho aperto e sono rimasto a bocca aperta: sembra scritto di getto, in modo spontaneo, le parole le sono uscite come d’incanto dalla tastiera.

E stasera lascio parlare lei. Mi chiederai, visitatore: potevi semplicemente condividerlo su facebook, no?

No, si sarebbe perso nei migliaia di post condivisi giornalmente.schlafender_schueler

Preferisco tenerlo in evidenza, per tutta la settimana sul mio blog, dove la traccia è più lenta a sparire, perché queste parole lo meritano. Sono in partenza per un viaggio, e non tornerò prima di sabato.

Ciò che lascerò su questo blog, per tutto questo periodo, sono le parole di Cetta de Luca, che puoi trovare cliccando qui. L’articolo si intitola: Ma un libro, in fondo, cos’è?

Sono il regalo più bello che posso fare a ogni scrittore e lettore, le parole che avrei voluto scrivere, ma che non mi sono mai uscite dalla tastiera. Sono le parole che mi emozionano e mi convincono sempre di più a mettermi in relazione con chi ama la scrittura, come lettore e come scrittore.

Grazie Cetta!

Un Abbraccio!

GGB

La mia recensione a “Colui che ritorna”, di Cetta De Luca

Copertina_colui-che-ritornaCaro Visitatore,

oggi voglio presentarti il bellissimo romanzo di Cetta Sed De Luca, Colui che ritorna.

Chi è l’autrice?

Puoi scoprire tanto su di lei attraverso questa intervista, che Cetta ha rilasciato per Radiovortice.it.

Dove poi trovare il libro?

Basta collegarsi a questo link.

La mia recensione:

Ogni viaggio comincia, in genere, per un motivo preciso e con una meta definita. Spesso accade però che il percorso subisca delle variazioni, che il caso o le situazioni contingenti ci facciano deviare dal cammino prestabilito portandoci ad esplorare nuove strade, che mai
avremmo trovato restando sul tracciato conosciuto. E così il viaggio si arricchisce di paesaggi e di incontri, e si fa via via più interessante e misterioso, tanto da farci desiderare che non abbia mai termine perché vogliamo scoprire di più. E’ in quel momento che ci rendiamo conto che in fondo non è importante il punto di arrivo quanto il percorso fatto per raggiungerlo.

(Cetta  De Luca)

Parto da queste parole per presentare lo splendido romanzo di Cetta De Luca, un viaggio tra passato e presente, tra sogno e realtà, e lungo i luoghi incantevoli del centro Italia e della terra Santa.

Quattro personaggi, due uomini e due donne, due personaggi nel presente e due nel passato. Clotilde, che vuole riscattare la sua famiglia caduta in disgrazia, Tommaso (Alias Wa’el, in arabo: colui che ritorna, da cui il titolo), costretto dal padre a pellegrinare per la via francigena, un percorso lungo 4 anni. Matteo, che percorre nel presente la via francigena per arrivare da Claudia, l’ultima protagonista femminile del romanzo, un amore di infanzia che si vuole riscoprire a cinquant’anni.

I protagonisti viaggeranno negli stessi luoghi, seppur in tempi diversi, respireranno la stessa aria, incontreranno personaggi storici come Leonardo Da Vinci e Matteo Maria Boiardo.

C’è un’accurata ricerca storica dietro il romanzo di Cetta, nulla è messo per caso. Tante sono le metafore e i messaggi che invia o stimola nel lettore. Lo stile piacevole e scorrevole rendono ottimale la lettura di questo romanzo, che in breve tempo vi farà letteralmente innamorare.

Non stupisce il premio che ha ricevuto per questa storia, oltre alle tante soddisfazioni che le sta donando. Non stupirà vedere questo romanzo farti innamorare del talento di Cetta,

Durante l’intervista che Cetta ha gentilmente rilasciato per Radiovortice.it e che ti consiglio di ascoltare, Cetta ha rivelato come questa opera sia stata partorita in pochissimi giorni (e notti!).

E’ già stato pubblicato il suo secondo romanzo, Nata in una casa di donne, che non vedo l’ora di leggere. Purtroppo non ho potuto presenziare alla sua presentazione, o debutto in società, essendo stato chiamato a essere presidente di seggio per le ultime elezioni, ma per farmi perdonare lo recensirò molto volentieri, non appena lo riceverò (Capito, Cetta? ;) :P)

Nel frattempo, auguro a te, Visitatore, una piacevole lettura di Colui che ritorna, essendo certo che ne resterai colpito ed estasiato. ;)

GGB

La mia radiointervista a Cetta De Luca, autrice di “Colui che ritorna”

Cetta

Caro Visitatore,

oggi una presenza di spessore a Radiovortice.it. Ho avuto l’immenso piacere di intervistare Cetta Sed de Luca, autrice di Colui che ritorna e dell’appena pubblicato Nata in una casa di donne.

Ho avuto il piacere di conoscere Cetta su facebook, grazie al gruppo da lei creato: Gli scrittori sperduti dell’isola che non c’è. Ci siamo accordati per incontrarci, essendo entrambi di Roma e ci siamo visti a fine anno 2012, in un fantastico pub del centro, che Cetta utilizza spesso per le sue presentazioni letterarie.

Ho scoperto in lei una scrittrice bravissima, una persona eccezionale, e un’esperta di marketing, piena di consigli utilissimi per gli emergenti, in termini di promozione e formazione.

Ho avuto l’immenso piacere di conoscere e leggere il suo splendido romanzo Colui che ritorna, un viaggio tra il passato di fine medioevo e il presente, tra sogno e realtà, lungo la via francigena, con quattro personaggi coinvolgenti. Curioso?

Scopri di più sia del romanzo che della splendida Cetta ;)

Grazie a lei, Radiovortice ha fatto un salto di qualità: abbiamo aggiunto le musiche di sottofondo alle interviste e iniziato a creare i video dell’intervista. Non male, eh? ;)

Il resto te lo lascio scoprire, lasciandoti alla simpatia di questa autrice, ospite della diciottesima puntata puntata di Crisalide.

Collegandoti direttamente al sito, come sempre, potrai vedere il video che la redazione ha creato per lei.

Buon ascolto e buona visione. :D

GGB