La presentazione dei personaggi di Selvaggia: Daniel.

Ho pensato che in questo blog mancasse qualcosa in merito al libro Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità: la presentazione dei personaggi.
Nei prossimi post cercherò di fare ammenda presentandone uno ad uno. ;)

Il primo è Daniel, quello di cui in genere alle presentazioni parlo di meno… Chissà perché poi?
È il vero protagonista della storia, colui che il lettore segue per tutta la durata del romanzo, essendo la telecamera dietro di lui.

Timido, talvolta impacciato, razionale e socievole, ecco come si presenta il ragazzo. Ama suonare la chitarra e vivere in modo lineare, nella sua classica anormalità, che non concede spazio a colpi di testa, a sconvolgimenti improvvisi, quelli dove verrà invece condotto da Selvaggia.

Vediamo qualche parola chiave che si lega al ragazzo.
Daniel rappresenta la semplicità, contrapposta alla complessità della figura di Martina-Selvaggia. Al tempo stesso rappresenta la razionalità, contrapposta all’irrazionalità delle due ragazze, per le quali cercherà di diventare una sorta di ponte, di unificatore di due parti scisse di un unico corpo.

Ma non aggiungo altro, per non fare spoiler. :D

Dirò solo quello che traspare già dall’anteprima del libro.

Selvaggia, non rendendosi (o non volendosi rendere conto?) che il ragazzo conosciuto al Jungle altri non è che lo stesso ragazzo compagno di università di Martina, inizierà un flirt con lui, per un’unica sera.

Daniel non tarderà a notare il legame tra Martina e Selvaggia, e ciò costringerà la ragazza a dare spiegazioni, scegliendo la via della rivelazione, proteggendosi con cinque regole che lei stessa imporrà al ragazzo. Daniel diverrà così una sorta di diario su cui la ragazza segnerà la sua storia, in buona parte illogica e irrazionale.

Solo la pazienza del giovane potrà servire a contenere tanta illogicità; una su tutte (sempre senza fare spoiler): Selvaggia parlerà di Martina in terza persona, alzando dei veri e propri muri tra lei e la ragazza, e rendendo questa dicotomia tra i suoi due Sé ancora più profonda.

Un ulteriore parola chiave per descrivere il giovane è amore. Riprendo le parole che mi ha un giorno Alessandro Vizzino, autore di SIN e de La Culla di Giuda, mi scritto su un commento su facebook. “Daniel è capace di vero amore”.

E’ positivo essere riusciti a trasmettere questa considerazione sul modo di amare del ragazzo, perché l’amore è proprio il sentimento che Selvaggia riuscirà ad insegnargli, pur senza rendersene conto.

Proprio a lui, che nell’amore non crede e lo considera un legame fragile, destinato a distruggersi, diverso dall’amicizia, che è come una catena di ferro che lega due persone. Passerà dunque dalla razionalità all’emozione irrazionale, matto, che fa fare tutto.
(Quando sei innamorato pazzo fai questo ed altro, dirà Daniel).

Ultima parola chiave credo che sia Sé ideale. In molti mi chiedono se la storia è reale e soprattutto se sono io Daniel. Alla prima domanda non rispondo, lo lascio immaginare al lettore, alla seconda rilascio solo un sincero… magari!

Magari avere un carattere come quello di Daniel, spontaneo e sincero. Magari saper andare in motorino (sono negato), e saper suonare la chitarra (non ho mai avuto tempo per imparare). Magari avere la sua pazienza e la sua capacità di cavarsela in ogni situazione.

E’ indubbio che Daniel sia il personaggio che sento più vicino, e che molte situazioni e persone accadute o incontrate, le ho vissute in prima persona. Ma non ho tracciato il mio carattere, né ho vissuto io stesso un incontro con un personaggio come Selvaggia (anche lì… magari!).

Direi che Daniel sia più il mio Sé ideale, quello che vorrei essere, con quel carattere puro e sincero, così difficile da trovare. E che francamente non credo che sarò mai ;)

 GGB

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Crisalide: una nuova pubblicazione!

Ci siamo, oggi esce finalmente Crisalide, una raccolta di racconti scritti da 14 autori, diversi nello stile e nella provenienza territoriale, ma uniti in una comune (e positiva!) visione della crisi!

Come ha scritto Stefano Vignaroli: Crisalide rappresenta la possibilità di perseguire un futuro costruttivo a livello personale e collettivo. Una raccolta che rappresenta l’affermazione di una diversa etica, caratterizzata dalla condivisione e dalla collaborazione.

Questo progetto rappresenta per me un’altra scommessa vinta. Tutto iniziò quest’estate, mentre io e Alessandro Vizzino, scrittore ed editore, girovagavamo per gli stand di una delle feste dell’estate romana, per prendere i contatti con le librerie in modo da promuovere il mio romanzo, Selvaggia, i Chiaroscuri di Personalità, e altre pubblicazioni delle Edizioni Drawup.

Prima di salutarci mi parlò di questo progetto editoriale, chiedendomi di aderire. Da buon editore, aveva scelto scrittori di un certo calibro e con un buon seguito, per creare un’antologia di successo.

Lo ringraziai per l’offerta, sottolineando però che né io né lui sapevamo se io effettivamente appartenessi alle due categorie da lui utilizzate per la scelta degli autori.

“Tu sei la mia personale scommessa,” mi rispose “sta a te dimostrare se riesci a scrivere un racconto di un certo livello.”

Mi riferì il tema che doveva fare da sfondo alla raccolta: la crisi. Una tematica quanto mai attuale, di questi tempi.

Passai luglio a riflettere su cosa scrivere e a metà agosto mi dedicai intere giornate alla stesura del racconto. Scrissi tutto a Misano Adriatico, dove si svolge la mia storia. Inserii i contenuti della scuola di Psicologia della Salute, che promuove una nuova visione della crisi (e non solo), come possibilità di crescita e di miglioramento. Intitolai il racconto: la filosofia dell’ottimismo e lo inviai all’editore.

Mi chiamò qualche tempo dopo per ringraziarmi della storia e per complimentarsi per il livello che avevo raggiunto.

Una scommessa vinta, per entrambi.

Ora, spero che piaccia anche ai lettori.

Vari scambi di mail tra gli scrittori, scelta del titolo (Crisalide: contiene la parola crisi, ma dà il senso di poter volare grazie ad essa, senza farsi abbattere) creazione su facebook di un gruppo per promuovere il libro (e non solo! Aderite e partecipate, potrete vincere un mare di libri gratuitamente!), scelta e condivisione dell’immagine di copertina: ed ecco che è venuto al mondo la nostra nuova opera comune, il nuovo bambino da curare e da crescere, insieme.

Ma cos’è Crisalide?

Credo che lo possano ben descrivere le parole di Stefano Vignaroli e di Emanuele Properzi:

I racconti di Crisalide sono espressione e allo stesso tempo esegesi dei cambiamenti epocali di cui siamo protagonisti. Sono il frutto di scrittori che credono ancora nella possibilità di perseguire un futuro costruttivo a livello personale e collettivo. Una raccolta che rappresenta l’affermazione di una diversa etica, caratterizzata dalla condivisione e dalla collaborazione.
Se è vero che ognuno è tenuto a offrire il proprio contributo alla società sulla base delle proprie capacità e competenze, allora il lavoro svolto dagli autori di Crisalide rappresenta non solo una rivisitazione accattivante di molti temi d’attualità, ma anche un’occasione per riconsiderare in maniera costruttiva il modo in cui viviamo. 

(Stefano Calicchio)

Le storie riportate in questo libro descrivono vicende umane in cui il malessere che affligge i nostri giorni è rappresentato da chi solitamente scolpisce le epoche della storia. L’artigiano più prezioso dell’umanità è lo scrittore, che traccia e influenza i pensieri collettivi, creando profondi solchi nella mente dei lettori.Caliamoci insieme nello stadio embrionale di una metamorfosi che si svilupperà perseguendo primitive e naturali evoluzioni, esattamente come accade alla crisalide, prima di trasformarsi magicamente in farfalla.

(Emanuele Properzi)

Io aggiungo semplicemente: è la visione costruttiva della crisi, che vola grazie alle parole di 14 eccellenti autori!

Buona lettura!

E buon divertimento sul nostro gruppo nei diversi contest per vincere un buon libro! ;)

GGB