Buone vacanze!

Caro Visitatore,

dopo le puntate che hanno accompagnato quest’ultima edizione radiofonica 2015-2016 di Crisalide…

dopo le varie recensioni scritte di film e libri

dopo averti raccontato le mie presentazioni in giro per l’Italia per il tour del mio secondo romanzo Alina

dopo averti raccontato dei premi vinti…

dopo averti parlato della Psicologia della Salute e aver pubblicato il saggio La torre di Igea. Psicosomatica e Psicologia della Salute.

dopo averti inviato vari doni via newsletter,

dopo aver scritto articoli e piccoli saggi on line,

direi che un mese di vacanza me lo sono guadagnato ;)

 

Buone vacanze,

Sarò di nuovo on line a Settembre 2016.

Per restare in contatto, non esitare a scrivermi ;)

 GGB

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La mia radiointervista ad Andrea Tavernati, autori di “E niente indietro”

E niente indietroCaro Visitatore,

comincia la nuova edizione di Crisalide, la quarta. E volando nella provincia di Como iniziamo in bellezza con Andrea Tavernati, autore dell’antologia di racconti  E niente indietro, edita da  Factory editoriale dei Sognatori, uno splendido libro che ho letto con vero piacere.

Con Andrea abbiamo parlato della letteratura, da Dante ai nostri giorni, della fisica quantistica e della comunione tra materie umanistiche e matematiche. Il bagaglio di conoscenza dell’autore è enorme e lo ha saputo imprimere in modo semplice e fruibile nei suoi splendidi racconti, in un contino moto di ritorno alle origini, fino a spaziare nella fantascienza.

Presto la recensione on line.

Nel frattempo, buon ascolto!

Il primo racconto che incontriamo è “Melò Veneziano”.
Lei, lui, e l’altro. Lei è Paola, studentessa in cerca di una attività, magari provvisoria, perché no, anche comparsa alla Fenice di Venezia. Lui, innamorato di Paola da sempre; la cornice è il massimo del romantico, Venezia in tutta la sua maestà e tutta la sua realtà, che è fatta pure di canali puzzolenti. La scrittura è pregevole, le citazioni molte, sia letterarie che musicali; è un innamorato che, si capisce, non combinerà mai nulla, timido e incerto. Sul comodino di Paola, il libro di Musil, “l’Uomo senza qualità”, sembra messo lì apposta per farci capire meglio il nostro Lui, è un po’ come L’Ulrich di Musil, che ad un certo punto del libro è proprio così, bloccato dal troppo pensare, non riesce ad agire.
Sinceramente innamorato, romantico e pieno di attenzioni, ma talmente bloccato, che a Paola resta per forza il bell’Antonio, forse meno dotto, ma molto più pratico e deciso.
Dopo l’amore a Venezia c’è “L’Estraneo”, racconto brevissimo, di una pagina, intenso, conciso.
Poi “La Madre”, tutti vorremmo che fosse eterna, ma non è così.
Nel racconto “Il libro di Eva”, la protagonista si sveglia una mattina con il corpo totalmente tatuato, cerca di capire, cerca di leggersi perché ha il corpo scritto dal collo ai piedi, ma nessuno capisce niente, la scrittura è incomprensibile anche a degli esperti. Il suo fidanzato le giura eterno amore anche con il corpo così trasformato e anche senza capire cosa e come possa essere successo. Tenta in tutti i modi, tarocchi, studi di antiche lingue, religioni. Eva sembra un libro scritto da dentro in una lingua ignota, invece di impazzire, si rilassa, non ci pensa più, riesce a convivere con questo suo strano nuovo corpo, e appena succede l’accettazione, il tatuaggio, poco a poco inizia a sparire, così come era comparso.
Che sia un consiglio ad accettare i “tatuaggi” , belli o brutti, che la vita ci regala?
In “Sincronicità” la comprensione che le cose non succedono per caso, e un’incontro giusto al momento giusto, serve a fare un’azione altrettanto giusta.
Molto interessante la visione in “Fluttuazione Quantistica” , il tema è tornare nel passato e compiere un’azione che possa cambiare il futuro. Chi non vorrebbe uccidere Hitler nella culla, ma sembra che non si possa cambiare il futuro nel quale si è immersi, ma solo quello di uno dei tanti mondi, paralleli al nostro. Sarebbe in ogni caso una bella soddisfazione risparmiare a qualche altra realtà, quella terribile esperienza storica.
“Il Principe della Settima Luna” è il racconto che chiude il libro.
La settima Luna, unico posto del regno di Korus rimasto autonomo mentre le altre sei lune sono sottomesse al Regno.
Governata da un Principe che nessuno ha mai visto, la prerogativa più importante del posto, è la instabilità di tutto, ogni essere animato e anche ogni oggetto, possono comparire o scomparire in ogni momento, lasciando la vita e le cose che stava facendo, semplicemente incompiute. La fantasia del nostro bravo Autore è davvero prolifica e il libro scritto talmente bene che è difficile credere si tratti di uno Scrittore Esordiente, complimenti sinceri.

La mia recensione de “La porta dei morti”, di Sibyl von der Schulenburg

La porta dei morti - Sibyl von der SchulenburgCaro Visitatore,

Oggi ti parlo de La porta dei morti di Sibyl von der Schulenburg, inviatomi dalla casa editrice Il Prato per una recensione.

È stata una lettura piacevole e scorrevole, con una trama interessante, che richiama il passato etrusco della Toscana, riti e credenze antiche, e dona visibilità a una zona dell’Italia, che si propone come una cornice storica e culturale davvero accattivante per un romanzo.

L’unica pecca è che è una narrazione troppo ricca di dialoghi. In alcuni passaggi, l’autrice dona delle belle e suggestionanti descrizioni, in altri passaggi vi rinunzia, facendo perdere il lettore in botte e risposte che lo costringono di tanto in tanto a rileggere più volte i dialoghi per capire l’azione in atto.

Un’altra pecca è una continua ripetizione di azioni, che stonano un po’ la lettura:

1- La protagonista Lucia piange almeno una ventina di volte, in alcune occasioni non se ne capisce il motivo.

2- La cavalla Selva scaccia le gli insetti con la coda almeno quattro o cinque volte, sembra un’azione volta a riempire le righe dello scritto. Inutilmente.

3- Un’altra tendenza, a mio avviso fuori luogo, è quella di Valeria a normalizzare determinati comportamenti. Ripete di continuo, oltre a spiegazioni eccessivamente manualistiche, che dati comportamenti o reazioni sono “normali“. Ho letto lo splendido curriculum di Sibyl von der Schulenburg, notando che si occupa tanto di giurisprudenza quanto di psicologia, ed è forse in questa mistura la causa della normalizzazione di Valeria  (la psicologa del romanzo).

Credo fermamente che il comportamento umano sia troppo ricco e variabile per essere definito normale o meno. Il punto zero della curva di Gauss, che pretende di definire i limiti della normalità assoluta, non esiste, e mai uno psicologo dovrebbe definire con estrema facilità ciò che è nella norma e ciò che non lo è.

Il sintomo è qualcosa di più ricco per appartenere a categorie date. Ma questa differenza di visioni non rovina il romanzo nella sua struttura.

Mi è piaciuta la libertà interpretativa che lascia l’autrice attraverso le parole della “problematica” ex scrittrice Giulia: lo scrittore deve saper raccontare la stessa storia da vari punti di vista, sarà il lettore a decidere a quale aderire. E sono d’accordo con Sibyl von der Schulenburg, avendo apprezzato la pluralità di punti di vista con cui mi ha fatto entrare nella storia.

Ritengo che chi lo acquisterà potrà usufruire di una lettura piacevole, che ha gli spunti di un giallo storico, in parte psicologico e paranormale, che desta la giusta curiosità per spingere il lettore a comprendere l’intreccio e ad arrivare fino alla fine della trama.

Per la scorrevolezza, il ritmo e la predilezione dei dialoghi, può essere  consigliato soprattutto ad un pubblico adolescente.

GGB

Sinossi:

Sono l’amore e la pietà a spingere Giulia alla raccolta di tanti cani randagi o è qualcos’altro che la costringe in quel fenomeno che gli anglosassoni chiamano animal hoarding, collezionismo di animali? Se lo chiedono anche le autorità di Verdalmasso, un paese tra le colline toscane dove l’anziana svizzera risiede ormai da diverso tempo, in solitudine ai margini del paese. Il sindaco però non può dedicarsi solo al problema della cagnara in quanto si avvicina il solstizio d’estate e, la notte di San Giovanni, il paese è da sempre teatro di incontri particolari, visite di parenti scomparsi da tempo.

La psicologa, incaricata di sondare le capacità psichiche di Giulia è nativa di quei luoghi, diretta discendente degli etruschi che lasciarono tracce nelle tombe circostanti il paese e nelle tradizioni legate alle porte dei morti, passaggi ben noti agli antropologi, che hanno il potere di togliere la paura di morire.

Dopo Ti guardo e I cavalli soffrono in silenzio, l’autrice offre in questo psicoromanzo un messaggio d’amore e di speranza, una cerniera affettiva tra passato e futuro, un viaggio tra psicologia e parapsicologia.

Alina a Livorno: tre disperati in cerca di un ristorante.

Caro Visitatore,

il tour 2015 di Alina è proseguito la scorsa settimana, toccando la bella Livorno.

Di fronte a un pubblico attento e partecipe, la Casa Editrice DrawUp ha portato i suoi autori nella libreria Belgravia presentando:

Così è… se vi appare, di Gianluca Piscopo.
Luigi Meneghello, di Serena Senesi.
Esercizi di magia, di Enrico Falconcini.
Alina, autobiografia di una schiava“, di Giovanni Garufi Bozza.

Come sempre, l’editore Alessandro Vizzino è riuscito a coinvolgere autori e pubblico, creando una vera e propria altalena, tra le risate (Piscopo) e la commozione (con Alina), tra fantasia (Falconcini) e storia (Senesi).

Mi sono divertito e si è creato un dibattito molto interessante grazie al pubblico attento e partecipe.

Nel post presentazione, avendo tempo fino alle 2:45 di notte (!!) per riprendere il treno, ho scoperto alcune cose antropologicamente interessanti:

1- Livorno è una bellissima città a prescindere dai punti a seguire, scritti per farsi due risate. Specifico che tutto ciò che dirò sono frutto della mia fantasia (più o meno) e non riconducibile a personaggi realmente esistenti (ih-ih-ih-ih!)

1.bis: nella foto qui a destra c’è stato un palese uso di photoshop: non è possibile che abbia messo su più panza di Vizzino!

2- Quando come autori andate a una presentazione DrawUp in una città non vostra, cercate l’indirizzo su internet: la casa editrice potrebbe non specificare che l’indirizzo della libreria è cambiato da pochi giorni e voi potreste ritrovarvi (come me) a vagare per Livorno in cerca della via corretta, meditando di far subire a Vizzino tutte le torture da lui abilmente descritte ne La culla di Giuda o, se più magnanimi, di sostituirlo a uno dei personaggi di Sino ancora di chiamare il protagonista di Trinacrime (poi fa tutto lui…)

3- Se Vizzino inizia a parlare in pubblico dei partigiani, dovrete avere il coraggio di un partigiano per salvarlo dal linciaggio.

4- A Livorno, il mercoledì notte c’è il deserto dei tartari.

5- A Livorno devi camminare ore per mangiare senza glutine.

6- Non tutte le pizzerie rispettano l’orario di chiusura, alcune lo cambiano all’ultimo, con buona pace per il livornesi che si inhazzano (la h aspirata è voluta) di brutto nel trovare chiuso.

7- Livorno non batte Roma per il numero di buche presenti nelle strade solo per il fatto di essere molto più piccola.

8- Alle 2 di notte, dopo due giorni di viaggio sulle spalle, Vizzino ha ancora voglia di camminare e chiacchierare. Dategli un libro per immergerlo nel silenzio letterato o non riuscirete a dormire neanche quelle due ore.

9- Appena Vizzino sale su un mezzo di qualunque tipo, dorme come un ghiro.

10- La macchinetta del caffè della stazione di Livorno non funziona, ma se le direte dolcemente di accettare i due euro che state mettendo per una cioccolata calda… vi ruberà immediatamente i soldi (provare per credere).

11- In Italia, un treno alle due e tre quarti di notte, senza altri treni sui binari davanti ad esso, può tardare, per qualche arcano motivo, di una buona mezzora.

Edizioni DrawUp: presentazioni di alto livello… ma anche ad alto contenuto ironico! ;)

GGB

La mia radiointervista a Tete Mir, di “Alka-Seltzer”

Caro Visitatore,

la ventiquattresima puntata di Crisalide ci riporta ad Aversa, in compagnia del giovane Tete Mir (nome d’arte), ultimo acquisto del Manifesto.

A soli 16 anni, ha fondato assieme ad alcuni collaboratori, tra cui il già intervistato Bruno Santini, una rivista on line di arte Alka-Seltzer, la disobbedienza e la blasfemia dei servi.

Ed è proprio della rivista che parleremo assieme a lui, delle loro idee, della loro visione del mondo.

La rivista è free e accetta nuovi collaboratori.

Buon ascolto!

GGB