Dieci cose che è utile sapere a proposito della prostituzione

Caro Visitatore,

cover-Alina-2dopo la pubblicazione di Alina, autobiografia di una schiava, mi sto informando ancora sulla prostituzione.

Alina non rappresenta un punto di arrivo, mi piace pensarlo più come punto di partenza, o comunque intermedio, di un percorso che possiamo fare assieme, autore e lettore.

Ho scovato un articolo di Giorgia Serughetti, su Europa, del 28 marzo 2014 (contemporaneo all’uscita di Alina. A saperlo…), intitolato Dieci cose che è utile sapere a proposito della prostituzione, a sua volta ispirato al saggio di Giulia Garofalo Geymonat, Vendere e comprare sesso.

Voglio riportarlo e citarlo, per promuoverlo e spronare una riflessione.

Scrive Giorgia: Periodicamente si riaccende la discussione politica su come regolare il fenomeno della prostituzione: legalizzare il commercio sessuale? Proibirlo? Ogni soluzione fa insorgere agguerriti schieramenti di persone favorevoli e contrarie, tra le donne ma non solo. Il punto però è: cosa sappiamo della prostituzione? Siamo in grado di formarci un’opinione informata su un tema così controverso? La risposta, se dobbiamo guardare al panorama dell’informazione di massa, è: faticosamente. I pregiudizi tendono quasi sempre ad avere la meglio sulla conoscenza.

(…) Giulia Garofalo Geymonat (…) è una ricercatrice che da molti anni si occupa di studiare il mercato del sesso, e confessa fin dall’inizio che qui ci troviamo di fronte a “quanto di più sfuggente si possa immaginare, difficile da osservare, forse impossibile da capire fino in fondo – perfino se lo si frequenta”. 

Ecco i dieci punti con cui Giorgia Serughetti ha riassunto Vendere e comprare sesso.

download1) Che cosa è la prostituzione?  È prostituzione quando una donna (o uomo o persona trans) sollecita esplicitamente denaro o bene materiale definito, o viceversa il suo (o sua) partner (che diventa allora cliente) offre esplicitamente denaro o bene definito in cambio di un altrettanto chiaro servizio sessuale. Chiarezza dello scambio, quindi. Ma c’è qualcos’altro che accomuna tutte le persone che lavorano nel mercato del sesso, ed è lo stigma della prostituzione, ovvero quell’insieme di opinioni, comportamenti, leggi che isolano, discriminano e puniscono chiunque scambi il proprio lavoro sessuale in maniera esplicita in cambio di denaro.

2) Chi vende e chi compra sesso?  In Europa le/i sex workers sarebbero 1-2 milioni. In Italia le stime sulle persone che si prostituiscono si aggirano fra 50.000 e 100.000: circa la metà lavora al chiuso, l’altra metà in strada. Tra le/gli street worker, l’80% è costituito da donne, il 15% da persone trans e il 5% da uomini. Il 10% del totale si stima abbia meno di 18 anni. Dal lato della “domanda” troviamo invece stime che oscillano tra 2 milioni e mezzo e 9 milioni di clienti per l’Italia, 40 milioni per l’intera Europa.

3) Qual è la sua storia? Il cosiddetto mestiere più antico del mondo non è affatto sempre esistito nelle forme che conosciamo. Ed è stato molto diverso, nei secoli, anche il modo in cui i poteri pubblici hanno trattato il fenomeno: tollerandolo, proibendolo, confinandolo, controllandolo… L’attuale legge italiana, voluta dalla socialista Lina Merlin che le ha dato il nome, è erede della stagione storica dell’abolizionismo che dalla seconda metà dell’Ottocento ha contestato e abbattuto in molti paesi il sistema delle case chiuse, che prevedeva l’obbligo di registrazione per le prostitute, i controlli sanitari, l’ospedalizzata forzata in caso di malattie.

4) Quali contraddizioni ha la norma abolizionista? Dal 1982, il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute denuncia gli abusi che subisce chi lavora nel mercato del sesso e i paradossi prodotti dalla legge, come il fatto che una sex worker è direttamente punibile se lavora con altre colleghe, se si fa pubblicità, se impiega una segretaria. È inoltre facilmente sfrattabile da casa propria (in particolare, ma non solo, se ci lavora), ricattabile se ha anche un altro lavoro e costretta a una doppia vita se vuole evitare che le siano tolti i figli, o che suo marito venga incriminato.

images5) Quali opzioni nel nostro Paese dopo la legge Merlin? L’Italia è quel paese in cui ad ogni legislatura viene depositato in Parlamento almeno un nuovo progetto di legge sulla prostituzione, e in cui nessun progetto arriva in discussione. Dal 1958 non è stata mai dibattuta né approvata nessuna riforma della legge Merlin.

6) Il modello neo-proibizionista: In Europa e nel mondo si sono andate delineando due grandi alternative. Uno è il modello neo-proibizionista, adottato dalla Svezia, e poi da Norvegia e Islanda, verso cui pende oggi anche il favore del Parlamento Europeo. È un sistema contestato dai movimenti delle/i sex worker perché, mentre dichiara di voler proteggere chi si prostituisce punendo chi compra i suoi servizi (il cliente), in realtà provoca non la contrazione dell’industria, ma piuttosto un aumento della vulnerabilità delle sex worker. Gli effetti sono quelli, conosciuti, della criminalizzazione tout court: aumento della violenza e degli abusi verso le sex worker, aumento dell’incidenza di Hiv/Aids e malattie sessualmente trasmissibili fra sex worker e in tutta la popolazione sessualmente attiva, aumento della prostituzione forzata e minorile, e generale peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita delle sex worker.

7) Il modello alternativo, il neo-regolamentarismo: diffuso in Olanda, Germania e Svizzera legalizza i bordelli stabilendo regole e garantendo diritti per chi lavora nel mercato del sesso. Anche questo presenta però dei limiti, secondo l’autrice, il più grande dei quali è il fatto che in molti casi “le sex worker che non hanno la cittadinanza europea sono obbligate a lavorare nel sommerso”, perché non hanno permesso di soggiorno.

8) La terza opzione: il modello neozelandese. C’è poi, fuori dall’Europa, un modello che convince molti di coloro che, “pur critici dei modelli di legalizzazione sperimentati da Olanda e Germania, sono attenti ai diritti delle e deisex worker”: quello neozelandese. Secondo Giulia Garofalo Geymonat, la Nuova Zelanda è stato l’unico paese a seguire il principio “banale eppure rivoluzionario” secondo cui è impossibile difendere le persone che si prostituiscono senza una loro diretta partecipazione alle decisioni. Qui le cooperative e le piccole imprese autonome di lavoro sessuale non necessitano di licenze e permessi formali, che invece sono obbligatori per i grandi business. In questo modo, si manifesta “la volontà di favorire le imprese indipendenti e cooperative, dove le sex worker hanno un maggiore controllo del proprio lavoro”. La prostituzione non è vietata in nessun luogo, secondo l’idea di fondo che qualunque forma di criminalizzazione (della prostituzione adulta e consenziente) rende le prostitute più vulnerabili. “Le risorse pubbliche sono invece investite nel sostegno attivo delle iniziative – il più possibile delegate ad associazioni specializzate – di mediazione del conflitto, prevenzione e cura sanitaria, lotta allo sfruttamento, alla violenza e alla prostituzione forzata e minorile”.

9) Non si può prescindere dalla coattività e dalla tratta: Nessuna discussione pubblica sulla prostituzione può prescindere dal problema di come contrastare i fenomeni di tratta e sfruttamento che colpiscono in particolare le persone migranti. E qui bisogna fare attenzione, perché il rischio è che i sistemi antitratta finiscano in realtà per danneggiare proprio le persone che intendono proteggere. Ad esempio in Inghilterra, Svezia, Germania, una volta che una persona è stata identificata come vittima di tratta, viene sì accolta e protetta durante il processo contro i propri trafficanti, ma alla conclusione del procedimento viene rimpatriata, “riaccompagnata cioè a casa, nel paese da cui proviene, dal quale voleva però andarsene, e dove la aspettano tutti i problemi che ha lasciato, ma anche, probabilmente vendetta, violenza e stigmatizzazione legata al precedente fallito progetto migratorio e al lavoro sessuale”.

10) In una cosa, il nostro paese è all’avanguardia: La normativa italiana sulla tratta, ricorda l’autrice, è discussa come buona pratica in tutto il mondo. Il modello italiano fa i conti con la realtà dei progetti migratori delle vittime di tratta, che vorrebbero restare: la sua originalità sta nel fatto che le vittime, anche senza denunciare gli sfruttatori, possono ottenere un permesso di soggiorno per protezione sociale convertibile in permesso di lavoro,o di studio, sono sostenute nella ricerca del lavoro e inserite in un percorso di migrazione legale. Abbiamo dunque almeno una certezza: non toccare l’articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione che ha reso possibile tutto questo. Piuttosto, puntiamo a rendere il più possibile efficaci gli interventi, con finanziamenti adeguati.

Conclude però Giorgia Serughetti: C’è però una questione che solleva Giulia Garofalo Geymonat in questo agile ma esaustivo lavoro di informazione, ed è una domanda che merita l’attenzione di ciascuna e ciascuno, qualunque sia la posizione in merito alla prostituzione: È giusto continuare a cercare di cambiare le cose alienando le persone stesse, le sex worker, dalla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento che avvengono su di loro?

E tu, caro Visitatore, cosa ne pensi?

 GGB

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Alina a Genova

13133085_525798904294552_7298442711386643821_nCaro Visitatore,

lo scorso venerdì sono andato a Genova a presentare Alina, autobiografia di una schiava, grazie alla casa editrice Edizioni Drawup che mi ha voluto, ancora una volta, come ospite.

La prima considerazione da fare è proprio sulla casa editrice, sul lavoro positivo che sta facendo, sui testi, sempre più di livello, che sta pubblicando. Ne parlavo con Alessandro Vizzino e Giulia Vertucci in serata: hanno fatto tanta strada, e hanno il dono di mettere i loro autori e i loro libri al primo posto.

Presentavano con me:

– Daniela di Cicco, con il suo Eis Aei

– Alessandra Cinque, con La mia risposta

– Giampiero Villavecchia, con Caseggiato Primo

– Margherita Firpo, con Una matrioska di anime

Il tutto all’interno di una bellissima cornice a ridosso del mare. la Biblioteca internazionale Edmondo De Amicis, dove ho avuto l’occasione, e anche l’onore, di conoscere (finalmente!) un’autrice da me molto apprezzata, Paola Farah Giorgi, di cui ti ho parlato in merito al suo ultimo libro.

E’ stata una bellissima serata ricca di incontri ed esperienze.

13226781_1066872010037166_3457000531291643489_nIl mio umore è calato solo per l’alloggio, che era a pochi passi dall’Acquario di Genova e dalla location della presentazione, in pieno centro storico, tra i vicoli stracolmi di prostitute. In ogni stradina, trovi seduta una donna, pronta vendersi, lo sguardo spento e la morte negli occhi. Non ammiccano, non chiedono, sembrano essere lì, a disposizione, pronte a essere prese e condotte chissà dove. Rassegnate.

Africane, per lo più, ma anche cinesi e italiane. Ho girato tra i vicoli, in piena notte, per perlustrare la situazione. Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la risposta dell’albergatore, un saccente nato, oserei definirlo: tra i vicoli di Genova, come in altre città, vedi Bari, è così. In fondo fanno colore.

Fanno colore? Perdonami il francesismo, caro Visitatore, ma in fondo ambiamo ad essere internazionali, cosa stra-cazzo vuol dire fanno colore? Se prendessi quell’albergatore, lo riempissi di botte e lo costringessi a vendersi con loro e a portarmi i soldi, sarebbe contento di partecipare a colorare la città? 

Confesso di non avergli risposto. A volte non c’è nulla da rispondere, non c’è considerazione che riesco a dare.

Continuo a pensare che tanto lavoro c’è ancora da fare. Io continuo a girare, a scrivere di prostituzione e femminicidio. Ho un terzo romanzo pronto, ma ancora tentenno a pubblicarlo. Perché sono convinto che c’è ancora tanto da fare per Alina.

 GGB

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Anche a Collarmele ora c’è Una targa per la vita.

Caro Visitatore,

il 6 marzo, seguendo la campagna Una targa per la vita sono approdato con Alina a Collarmele (AQ).

Un paesino delizioso, soprattutto per la gente che ho incontrato. Era palpabile l’emozione della giunta comunale per questo evento, straordinariamente organizzato.

Io ero tra i relatori, assieme ad Annamaria Bacchetta, delle democratiche della provincia de L’Aquila, straordinaria promotrice della campagna, Roberta D’Avolio, sostituito procuratore del tribunale de L’Aquila e il sindaco Tonino Mostacci.

Interventi di livello, per la pretesa di un cambio culturale che coinvolga uomini e donne. Basta femminicidi, basta violenza fintamente definita come generata dall’amore, basta donne costrette a vendere il loro corpo.

E in questo cambio culturale occorre coinvolgere ogni istituzione, dai comuni alle regioni. Dunque continueremo , coinvolgendo ogni realtà possibile, e invitiamo ogni realtà a coivolgersi.

Un grazie speciale va ai cittadini di Collarmele, per la numerosa partecipazione, per le tante scarpe rosse portate, per l’orgoglio con cui hanno esposto questa targa nel loro comune.

A tutti loro, grazie.

 GGB

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Targhe per la vita: cambiamo la cultura.

Caro Visitatore,

ma che bella settimana è trascorsa, quanti segnali sono stati dati e che bello è stato viverli in prima persona.

Dopo le due targhe in memoria delle vittime di femminicidio esposte nel primo municipio di Roma, le prime nella Capitale, si spera di una lunga serie, sono andato a Sante Marie per l’esposizione di un’altra targa nella provincia de L’Aquila.

E’ stato emozionante parlare di fronte al consiglio comunale di Alina, autobiografia di una schiava, e di come la costrizione alla prostituzione sia parte integrante della violenza sulle donne.

E’ stata un’emozione conoscere persone del calibro di Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e consigliere regionale dell’Abruzzo, che ha preso come impegno istituzionale la lotta contro la violenza sulle donne, e di Anatolia Morelli, assessore, che si è spesa in prima persona per l’esposizione della targa, raccogliendo l’invito di Gilda Panella e di Anna Maria Bacchetta.

Ed è stata ancora più emozione conoscere l’avvocata Irma Conti, recentemente nominata Cavaliere della Repubblica per il suo impegno nella lotta alla violenza sulle donne.

E accanto a loro, rivedere Oria Gargano, fondatrice e presidente di Be Free, è stato inaspettato quanto illuminante. Parlare di diritti di ritorno a Roma, su un’autostrada semi-ghiacciata è stato riempire cuore e testa di nuove idee e stimoli. Perché le persone del calibro di Oria sono così: possono aprirti la mente in qualunque luogo, che sia un convegno o un’autostrada.

Assieme a Be Free ha fondato a Sante Marie una casa per i diritti delle donne, e non posso che augurarle un ottimo lavoro.

Sarebbe stata perfetta questa settimana, se non ci fossero state altre uccisioni di donne in parallelo con la nostra lotta per legalità e per la cultura del rispetto. Altre macchie rosse che si vanno ad aggiungere ad un elenco che ormai ha il tetro sapore di una guerra senza fine.

E allora auguri di buon lavoro a tutti noi, che ogni giorno ci battiamo per eliminare una violenza che non ha ragioni giustificabili, che uccide il diritto delle donne di essere libere di vivere, che massacra il senso stesso dell’essere uomini.

Che le targhe che oggi abbiamo messo, diventino già domani ricordo remoto di una violenza scomparsa in ogni società civile. Che ogni donna uccisa diventi emblema di una battaglia di civiltà finalmente vinta e cessata.

 

 GGB

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Una targa per la vita a Roma: il 25 novembre la giornata di Alina, per le donne.

Caro Visitatore,

Finalmente ce l’ho fatta, e dopo averci lavorato per un anno, sono riuscito a portare Una targa per la vita a Roma. O meglio, ci siamo riusciti io e Alina, autobiografia di una schiava.

E, meglio ancora, le targhe sono due.

Ricordi che a dicembre dello scorso anno il mio libro fece da testimonial all’affissione di una targa in memoria di tutte le vittime del femminicidio a Celano?

Fu un incontro importante, che mi stimolò a portare la targa a Roma. Tutto questo grazie a Gilda Panella, ideatrice della targa.

Questo il testo della targa:

IN MEMORIA DI TUTTE LE DONNE
MORTE PER MANO VIOLENTA
DI CHI DICEVA DI AMARLE.

IL I MUNICIPIO DI ROMA CAPITALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il 25 novembre 2015, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in qualche modo è diventata la giornata di Alina.

Ecco il programma.

cover-Alina-2Mattina, ore 12:30.

Nel I municipio di Roma sarà affissa la prima targa nella sede del I Municipio, Lungotevere dei Pierleoni n. 1. Io sarò presente, con Alina.

Pomeriggio, ore 17:30. 

Sarà affissa la seconda targa nella sede dell’ex municipio XVII, a Circonvallazione Trionfale, 19. Seguirà la presentazione di Alina.

Sulla targa, ovviamente, non risulta Alina, sugli atti di delibera, discussi nel Consiglio municipale nemmeno.

Ed è giusto così, io ho solo portato una proposta, maturata nel percorso del mio romanzo. La scelta doveva essere politica, e dovevano essere i partiti, e la presidenza del I Municipio, a raccoglierla e a renderla possibile.

Sera, ore 20:30. Al TEATRO PETROLINI, Via Rubattino, 5 (zona Testaccio), l’amica Diana Iaconetti porta Cinque volti di donna, dedicati alle questioni di genere. Cinque monologhi di grande impatto emotivo. Uno dei volti sarà quello di Alina.

Domani nessuno ricorderà questo percorso, ed è un bene. Un bene maggiore sarebbe che nessuno, al di là del I Municipio in quanto istituzione, si intestasse la targa, per il messaggio che reca con sé.

Io mi accontenterò di far vedere la targa ai miei figli, perché apprendano il rispetto di genere.

Il mio percorso continua, ci sono altre realtà in cui portare la targa e il messaggio che reca con sé.

Per ora, col cuore, voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo evento:

Sabrina Alfonsi, Presidente I Municipio Roma Capitale.
Sara Lilli, Cons. I Municipio Roma Capitale.
Antonella Pollicita, I Municipio Roma Capitale.
Anna Papinutti, Ufficio Presidenza primo Municipio.
Letizia Gallacci, Segretaria ex PD Trionfale.
I partiti tutti che hanno votato la proposta.
Diana Iaconetti, attrice.

 GGB

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Start: qui si fa la rivoluzione

Caro Visitatore,

inizierà domani la due giorni di arte, musica e spettacolo.

StArt, in via Assisi 31.

L’agorà dell’arte contemporanea, dove Teatro, cinema, musica, letteratura, poesia, Pittura e Disegno, si fondono in un grande ed esclusivo spettacolo Live.

Organizzato dal Progetto Soliloquiamente e dal manifesto di Pablo T, al modico prezzo di 10 euro per entrambe le serate (il giorno dopo entri gratis!), lo spettatore sarà calato in un mondo di arte e spettacolo.

Mancare è come vedere la propria musa e cambiare strada ;)

GGB

Di seguito il calendario degli eventi:

Venerdì 15 maggio 2015 dalle 20:00 alle 00:00
Sabato 16 maggio 2015 dalle 16:00 alle 00:00

GRUPPO TEATRALE “MILLANTATTORI”: Ascani Andrea, Nicosia claudia, Nicosia chiara, Gabrielli Alessandro, Pizzi Loredana, Rubrianti Fabrizio, Simone Stillitano.

STUDIO Laboratorio 51: Simone Stillitano, Tiziano Morelli, Francesco Capitani, Gabriele De Franchi, Eros Mancini, Manuela Giorgino

Disegnatrice/Fumettista: Veronica Frizzo

PROGETTO SOLILOQUIAMENTE con Ilaria Nicciana, Francesca Venzi.

FUMETTISTA: Daniele Cosentino

PITTRICE/DISEGNATRICE: Denise Selis

ARTIGIANO/ARTISTA: Marco Pisano

AUTORI: Fabio Monteduro, Fabio Brigazzi, Antonio Mascolo

The Gape Generation:

Evaldo Amatizi – Pittore
Daniel F. Pisanu – Fumettista
Luca Visingardi – Regista cinematografico
Fred Siano – Attore
Gianni Onorato – Musicista
Gianluigi Miani – Compositore, Sceneggiatore, Autore

Autori della Gape:

Pablo T (fondatore)
Sabrina Longari
Francesco Santini
Francesca Illiano
Francesco Paolo Adamo
Lù Pagnoncelli
Bruno Santini
Lidia Popa
Mattia Tarantino
Andrea Bolfi
Silvia Canonico
Samuele D’Alterio
Marta Galbiati
Massi Quarta
Katia De Benedictis
Massimo Baldi
Claudia Di Cresce

Ospite d’eccezione Monica Ferrarini, critico d’arte

Staff
Mariantonietta Torresi
Doriana Albonesi

Coordinatore The Gape Generation
Petite Capitale Circulaire aka Romina Tondo

AUTORI Edizioni DrawUp

Alessandro Vizzino “TRINACRIME”

con la partecipazione straordinaria di Giovanni Garufi Bozza e Alina, autobiografia di una schiava

– Serena Senesi, “Luigi Meneghello”
– Gianluca Piscopo, “Così è… se vi appare”
– Pio Trippa, “Storia del viaggio e del turismo”
– Marco Bresciani, “La carta strappata”
– Margherita Firpo, “I pettirossi non smettono mai di cantare”
– Silvio Bonisolo, “L’itinerante di K’hell-Imar”
– Enrico Falconcini, “Esercizi di magia”
– Bruno Biondi, “Sulle tracce del colpevole”
– Giovanna Poma, “Avvinghiata alla vita”

Il primo premio ad Alina (Rende, 23/04/2015)

DSCI0441Caro Visitatore,

Ti racconto questa ventiquattro ore di viaggio Roma – Rende e ritorno, per ritirare il primo premio del concorso Un libro amico per l’inverno, la cui cerimonia è coincisa con la Giornata Mondiale del Libro.

Alina, autobiografia di una schiava si è situata prima in un concorso organizzato dall’associazione GueCi, e patrocinato dall’UNESCO, dai Presidenti di Camera e Senato e dal Comune di Rende.

E l’autore del romanzo si è emozionato fino alla fine, anche perché è stato l’ultimo ad essere premiato.

Si sono susseguiti poesie e testi con tematiche di spessore, alcuni letti durante la cerimonia, e sicuramente ottimi anche dal punto di vista narrativo. Mi sono chiesto tutto il tempo come avessi fatto a superarli.

E alla fine il premio ad Alina, presentata nel migliore dei modi, con una lettura interpretata, in cui è comparso  persino l’accento straniero, essendo Alina Ceca.

DSCI0442E l’attrice era italiana.

Bravissima, prima che mi chiamassero sul palco ero già lì a stringerle la mano commosso.

E c’è stata anche una sorpresa, perché la sponsor della manifestazione, che ogni anno assegna il premio Profumo d’Autrice, ha voluto premiare anche me, con un regalo molto molto gradito, per il quale la ringrazio.

Un ringraziamento particolare voglio farlo ad Anna Laura Cittadino e a tutti i membri della giuria, per l’organizzazione della serata, per il premio massimo assegnatomi, per le parole spese per Alina, anche ad evento terminato.

A buon Rende – re per il futuro di questo romanzo. :)

GGB

Il premio speciale della critica ad Alina (Cattolica, 18/04/2015)

DSCI0440Caro Visitatore,

vincere un premio è sempre una soddisfazione, vincerlo all’interno di una manifestazione che la stampa ha definito l’oscar della letteratura italiana, fa ancora più piacere, vincerlo in una serata dove si sono susseguite forme di arte di ogni genere, lo riempie di emozione.

Sabato 18 aprile 2015 sono andato a ritirare il premio speciale della critica della settima edizione del premio internazionale di Cattolica, organizzato dalla prestigiosa associazione Pegasus, e vinto con il romanzo Alina, autobiografia di una schiava.

Un’emozione salire sul palco e ringraziare per il premio, il più bello che potessi vincere all’interno del concorso, ho sottolineato balbettando, giacché lo scopo del libro è portare il lettore a guardare il nostro Paese, le prostitute di strada e la stessa problematica con uno sguardo nuovo, scevro di pregiudizi, per l’appunto critico.

Ho letteralmente vibrato nel momento in cui veniva letta la motivazione:

Per lo straordinario affresco di un’esistenza piegata dalla schiavitù,

in un crescendo emozionale che esplora in toto i colori dell’anima.

E il cammino continua.

GGB

Napoli, Edizioni DrawUp colpisce ancora

Caro Visitatore,

sabato sono stato a Napoli, in compagnia della casa editrice DrawUp, per presentare, assieme ad Alina, autobiografia di una schiava, le ultime uscite di casa EDU.

L’editore Alessandro Vizzino, pur sfiancato da una tournée della casa editrice che ha coinvolto in tre giorni Milano, Genova e per l’appunto Napoli, si è dimostrato come sempre un presentatore dinamico, divertente e coinvolgente (sì, ha sbagliato mestiere…).

E’ stata una presentazione memorabile, con un pubblico attento, partecipe e numerosissimo.

A far da testimonial, oltre al sottoscritto, lo scrittore Ciro Pinto, nato come autore nella DrawUp con Il problema di Ivana e ora al suo terzo libro, Gli occhiali di Sara, vincitore della sezione inediti del premio Nabokov.

E poi ci sono stati loro, i mitici quattro, i padroni di casa, quelli a cui abbiamo dato il benvenuto nella casa editrice e a cui, in un certo qual modo, abbiamo passato il testimone:

L’autore Vincenzo Manganiello, con Cercasi babysitter per il mio demoneche ci ha fatti sorridere e divertire.

L’autore Gennaro Fiorillo, che ci ha fatto emozionare con Sarà il tempo a ritrovare noi

La poetessa Federica Russo, che con i versi incredibili di Contemplare ha lasciato la platea senza fiato.

La poetessa (ma non chiamatela così, vi dirà di non esserlo) Adriana Giulia Vertucci, che con i versi di Ongos ha aperto il nostro cuore, ha mostrato il significato della vita, ha dato voce all’orgoglio del vivere.

Un pomeriggio talmente memorabile… che rischiavamo di perdere il treno del ritorno!

Alla casa editrice un immenso ringraziamento,

ai nuovi arrivati, ai nuovi amici…

Benvenuti!

GGB