Qualche domanda sui quartieri a luci rosse di Roma

Da aprile, pare, ci sarà il primo #quartierealucirosse a Roma.

La nota positiva è che questa scelta del #Comune di #Roma costringerà tutti a parlare del fenomeno.
Il punto è con quali premesse si sta facendo questa scelta.

Se si parte dal decoro (occhio non vede, cuore non duole) allora Roma avrà creato un ghetto del sesso, dove rinchiudere chi per legge può vendere e comprare corpi.

Se si parte dalla dignità delle donne, forse, avrà i suoi effetti positivi, ma le domande sono:

– come riconosci le donne sfruttate e le donne non sfruttate?

– saranno controllate e pattugliate tutte le zone fuori dall’Eur?

– sarà consentito anche il libero accesso agli operatori che tentano i togliere le donne dalla strada (parlo del privato sociale)? O diverranno un elemento di disturbo all’ordine pubblico (ovvero ai clienti?)?

– siete sicuri di riuscire a fermare anche le forme più subdole di costrizione alla prostituzione?

– Immaginando che io sia uno schiavista del nuovo millennio, cosa mi impedisce di sfruttare in loco, portando le donne lì e prendendomi la mia percentuale privata?

– Sarà controllato l’accesso alla zona con le telecamere o ciò andrà a violare la privacy dei clienti?

– Avete il numero preciso delle #prostitute a Roma? Avete idea che potrebbe diventare troppo piccolo l’Eur stesso per il numero di prostitute presenti in tutta Roma?

– Saranno fatte multe ai clienti fuori dalla zona rossa, ma saranno aperte anche indagini sui papponi che hanno portato le prostitute lì?

– Se è consentito prostituirsi, esso diventa a tutti gli effetti una attività commerciale: le prostitute pagheranno per stare lì o chiunque potrà andare?

- Come saranno decisi i “lotti”? Perché a Roma abbiamo la prostituzione femminile, gay e trans. Funziona “a chi prima arriva meglio alloggia” o ci saranno strade ad hoc? E ancora, dato che vengono da tutto il mondo, avremo strade per colombiane, rumene, italiane ecc o facciamo zone multietniche?

– Si dovrà fare domanda per prostituirsi lì (alias controllo della tratta) o basta parcheggiare e scendere sul marciapiede?

– Avete pensato ai luoghi appositi dove i clienti potranno parcheggiare e usufruire della prestazione? Avete ipotizzato una zona di totale privacy? E come la controllate dai guardoni? Con i carabinieri? Perché un cliente che si ritrova controllato dai carabinieri mentre tromba, potrebbe preferire altre zone, a costo di pagare una multa.

In attesa di risposte.

GGB

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